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Scritto da Giuliano Barbolini il 18/06/2009  Commenti: 0
A guardare le ultime gesta del premier si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad una di quelle soap americane interminabili, trasmesse a piene mani dalle televisioni dello stesso presidente del consiglio.
Una trama avviluppata che riserva sempre nuovi personaggi e situazioni. Nel nostro caso, però, si sta parlando del primo ministro italiano e non di qualche attore o personaggio di fiction.
Qui purtroppo dobbiamo fare i conti con una triste realtà, fatta di donnine più o meno leggere che di volta in volta vengono avio trasportate alle feste del sovrano in una delle tante residenze estive, oppure invitate nella dimora romana di Palazzo Grazioli.
Lasciando da parte per un momento il lato strettamente morale, quello che più balza agli occhi è l’alone di fine impero che aleggia su tutto quanto, quando il momento e la situazione nazionale e mondiale richiederebbe ben altro spessore istituzionale.
E’ lampante l’abisso che separa lo stile e la presenza politica di un capo di Stato come Obama dalle vicende tutte italiane di questi giorni. Che si tratti di sbarazzarsi di una mosca molesta o di riscrivere le regole di una finanza alla deriva, il presidente americano sta dimostrando cosa significa affrontare con concretezza e lungimiranza una crisi mondiale che rischia di cambiare per sempre le economie e la vita delle persone.
Nello stesso tempo, in Italia, dobbiamo occuparci di un primo ministro che convoca ogni minuto il proprio avvocato-deputato per districarsi dalle trappole che egli stesso si è costruito e siamo costretti a subire l’approvazione di una legge "ad personissima" che rende impossibili, d’ora in avanti, indagini fondamentali e limita in modo evidente la libertà di stampa e di informazione.
Intanto la crisi stringe d’assedio le imprese, le famiglie sentono ogni giorno di più le difficoltà di un mercato asfittico e in recessione, senza che dal governo arrivino iniziative concrete ed efficaci.
Le vicende dell’Aquila sono poi un paradigma del modo di operare dell’esecutivo: non si contano le visite in tenuta casual del presidente del consiglio nelle ultime settimane, accompagnate dalle più variegate promesse di miracoli in tempi brevissimi. I fatti raccontano però di anziani costretti in tenda con il caldo di giugno e di manifestanti abruzzesi per le vie di Roma non proprio bendisposti verso il governo.
A questo aggiungiamo la propaganda dei Tg delle reti pubbliche, Tg1 in testa, che sta toccando livelli imbarazzanti nel nascondere, mescolare, creare cortine fumogene intorno alle notizie sgradite.
Eppure, in questo clima da basso impero forse si avvertono i primi scricchiolii del castello di cartapesta costruito dal premier e dalla sua maggioranza. Un maniero che all’inizio può apparire maestoso e accattivamente, ma come tutte le costruzioni posticce da luna park disvela ben presta il nulla che avrebbe voluto nascondere.

Ps. Per coloro che sono interessati dal turno di ballottaggio in provincia di Modena, in Emilia-Romagna e in tutto il Paese; diamoci da fare per rafforzare e allargare ancora di più i primi, timidi scricchiolii che cominciamo ad avvertire...

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