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Scritto da Giuliano Barbolini il 07/08/2009  Commenti: 0
Sarà il caldo estivo, ma quanto accade somiglia sempre di più ad una maionese impazzita. La maggioranza si approva i provvedimenti, si accorge che ha dimenticato qualcosa, li modifica a colpi di fiducia, li riapprova.
Il terzo decreto anticrisi passato nei giorni scorso non inciderà però su nulla di quanto sta accadendo al Paese e alla sua economia, perché le poche misure previste avranno effetti solo nel 2010 e nel 2011, mentre i fatti dicono che i problemi ci sono oggi e, ancora di più purtroppo, con la ripresa di settembre.
In questo scenario il governo continua a fare il gioco delle tre carte. Una politica che non contrasta in nessun modo le dinamiche negative, mentre tutti gli indicatori continuano a peggiorare: Pil, debito pubblico, spesa. Già nel 2001 – 2006 questa maggioranza aveva riprodotto la medesima situazione. Esaurimento dell’avanzo primario (quest’anno andiamo addirittura sotto) e spesa fuori controllo. Un +3% in un anno sulla spesa corrente è una cifra impressionante e incomprensibile. E naturalmente nessuna spiegazione è stata fornita.
L’operazione sul ruolo della Banca d’Italia e sulla tassazione delle riserve auree è inquietante, soprattutto per il modo in cui la motiva Tremonti: in un audizione in Senato, alla quale, di fatto, l’ha obbligato il Capo dello Stato, il ministro ha parlato per ben tre volte delle riserve auree come “oro degli italiani”, lasciando intendere che adesso viene “gestito” quasi indebitamente da burocrati e finanzieri. Il classico uso strumentale, cinico e populista di questo governo. Ma a stoppare questa manovra ci ha pensato Trichet e la Banca centrale europea, bocciando su tutta la linea l’avventurismo Tremontiano.
Proprio su questa vicenda, scrive bene oggi Massimo Giannini su Repubblica: “L'autolesionistica battaglia persa sull'oro, per puro e insensato "arditismo" finanziario, è un paradigma del logorante declino politico cui l'esecutivo e la maggioranza di centrodestra si stanno condannando. Il "non expedit" della Bce sulla tassazione delle riserve auree della Banca d'Italia è qualcosa di più dell'inevitabile mannaia calata sulle velleitarie forzature del nostro ministro dell'Economia. Rappresenta, plasticamente e simbolicamente, l'inappellabile bocciatura di un metodo di governo fondato sullo strappo delle regole, più che sulla produzione di riforme. Sul salto nel cerchio di fuoco, più che sulla soluzione dei problemi. Sulla rappresentazione propagandistica, più che sull'azione pratica”.
Dunque l’ennesimo tentativo corsaro del ministro dell’Economia, che “scippa” i fondi dormienti, rastrella i fondi per il Sud perché non ha una politica economica ed è costretto ad arraffare quello che può per fare cassa. Non mi stupirei se provasse a vendere anche il Colosseo. Del resto è lo stesso dello scudo fiscale, che rappresenta il corollario del Tremonti pensiero: citare l’etica per far bella figura nei convegni; ma poi avanti con la bassa macelleria quando si tratta di fare cassa. Anche il vincolo alla Corte di conti, pur corretto successivamente, resta un tentativo di intimidazione che esprime una forma di governo minacciosa tipica di questa destra.
La drammatica realtà è che siamo di fronte al tentativo di tenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti e al mercimonio tra Nord e Sud di una maggioranza che non ha una strategia se non l’unico obiettivo di mantenere saldi consenso e clientele attraverso divisioni e contrapposizioni incrociate.
Non parliamo poi del piano internazionale, dove siamo al dileggio dliagante. Ci restano le intese con Putin e la Turchia, in cui il premiar si autoinvita e si attribuisce meriti che conosce solo lui.
Purtroppo a settembre i problemi saranno ancora tutti sul tavolo. Speriamo con qualche spiraglio positivo almeno sul versante del Partito Democratico che sta per affrontare un congresso importante per ridefinire la propria azione. Il Paese ha più che mai bisogno di un punto di riferimento serio per i progetti a venire e di tenere aperta una speranza. Le prossime regionali saranno una scadenza importante per capire se si riuscirà a costruire un contrappeso forte a questo governo e alla sua visione centralistica e di scarsa qualità democratica.
Non mi resta che augurarvi un agosto e delle ferie serene, con la speranza che possano aiutare a ricaricare un po’ le batterie e a sollevare il morale.
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