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Scritto da Giuliano Barbolini il 01/04/2010  Commenti: 0

Confesso di essere molto deluso per l’esito di questa tornata elettorale. Non che, quando si è avviata la campagna per le regionali, ci fossero particolari ragioni di ottimismo per auspicare un buon risultato del PD e delle coalizioni di centro sinistra. Tuttavia, specie negli ultimi giorni, mi ero lasciato prendere da una maggiore fiducia, visto il quadro desolante che Berlusconi e la maggioranza avevano offerto, sul piano dell’azione di governo contro la crisi, in termini di arroganza e autoritarismo, e considerando anche il profilo della correttezza e dell’ etica pubblica. Pensavo che, almeno attraverso l’astensione ( di cui contavo si sarebbe avvantaggiato indirettamente anche il centro sinistra ), potesse essere questa l’occasione di manifestare una delusione, di cogliere l’opportunità per inviare al premier e alla sua maggioranza un segnale di ammonimento, per chiedere più attenzione ai problemi del paese, e meno per i suoi interessi. Soprattutto, pensavo che il trito rituale delle intemerate di Berlusconi, contro i comunisti e la sinistra, la magistratura, i complotti che gli impediscono di governare potessero cominciare a stancare: un copione ormai frusto, un polpettone sempre più immangiabile. Invece...

Per la verità, i dati del PdL, e lo stesso gran successo della Lega al nord dicono che Berlusconi e la maggioranza hanno, e avranno, più problemi di quanti non ne avessero prima, ma questi sono aspetti che emergeranno dopo: nella società della comunicazione, e nella superficialità con cui tutto si consuma, modello spot pubblicitario, il messaggio è che il Governo esce legittimato e rafforzato, e il PD continua invece a segnare il passo. Soprattutto, che l’alternativa è ancora molto di là da venire. C’è un grande lavoro di riflessione e analisi da fare ( a partire da una lettura corretta e approfondita dei dati e dei flussi nei diversi contesti ), e per costruire una identità culturale e programmatica del PD, percepibile con nettezza, e dunque credibile e affidabile  per gli elettori e l’opinione pubblica. Ci sarà da “faticare” tanto, per fare opposizione ad un Governo che persevererà e accentuerà i suoi modi autoritari e negativi, resistere all’offensiva che sarà portata ai valori coesivi e di garanzia della Costituzione, costruire su basi solide un serio e attrattivo progetto di alternativa al centro destra. L’unica cosa di cui non c’è bisogno è quella che mi pare, more solito, si è già cominciato a praticare nel nostro campo: riprendere una infinita discussione autoreferenziale sulle responsabilità e le inadeguatezze, che ci riportino a ripercorrere il dibattito congressuale appena concluso. La discussione e un’elaborazione ci vuole, certo: rigorosa, di merito, intellettualmente onesta. Animata da un solo interesse: la ditta ( PD ), il servizio ai cittadini, il futuro del paese. Con questa speranza, auspicio e impegno personale, a tutti i migliori auguri di una Pasqua serena.

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