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il programma

Il mio impegno in Senato sarà indirizzato a realizzare il programma "Per il bene dell'Italia", che Romano Prodi ha proposto insieme a tutti i leader dell'Unione come base per l'azione della coalizione nella futura guida del Paese. Sono punti tematici di grande importanza e di grande respiro, che hanno l'obiettivo di concorrere a costruire un tessuto sociale più ricco e solidale, capace di contribuire concretamente alla costruzione della pace e di uno sviluppo sostenibile, e di offrire a tutti maggiori opportunità.

La persona al centro

Questo impegno vede al centro le persone, dunque la famiglia così come i diritti soggettivi. Un impegno che intende tradursi concretamente in politiche di sostegno economico a tutte le famiglie in relazione al reddito; sviluppo e personalizzazione dei servizi, in particolare per la prima infanzia e gli anziani; aiuti ai giovani per lo studio o l'avvio del lavoro; facilitazioni per le giovani coppie nell'accesso alla casa; sostegno per i non autosufficienti e garanzie di maggior tutela della salute e dell'assistenza.

Lo Stato a fianco dei cittadini

Oltre i servizi la grande ricchezza delle nostre comunità è data anche da quel senso civico, dalla volontà di partecipazione propria della nostra gente, che si sono concretizzati nella ricchezza di esperienze del volontariato e dell'associazionismo. Affinché questo patrimonio non vada perduto, ma anzi sia in condizione di consolidarsi e rafforzarsi, vogliamo far funzionare uno Stato davvero al servizio del cittadino, restituendo dignità ed efficacia alla giustizia e al fisco, contro i privilegi e l'evasione, per assicurare più garanzie e legalità a tutti i cittadini. Uno Stato a fianco di ciascuno, per dare a tutti più forza.

Più sicurezza per le nostre città

Ci impegneremo così in particolare per la sicurezza urbana, un fattore fondamentale per la qualità di vita delle persone. Le città sono il luogo in cui si concentrano criticità e tensioni generate dalle trasformazioni economiche, sociali e di costume del nostro tempo. Attrezzarsi per gestire le problematiche dell'impatto tra culture, tradizioni, fedi religiose diverse, evitando che ciò si traduca in città segmentate in cui si perde la continuità del tessuto urbano e delle relazioni tra i cittadini, prevenire i fenomeni di degrado sociale e i conflitti che ne possono scaturire, trovare i modi per preservare e rafforzare senso di identità e coesione sociale tra vecchi e nuovi residenti è la sfida che deciderà della qualità complessiva del livello di "benessere" delle nostre comunità, su cui fondamentale è il ruolo delle politiche nazionali.

Una nuova stagione di sviluppo

Come Unione ci impegneremo insieme per rilanciare, attraverso uno straordinario sforzo collettivo, la crescita e il lavoro, come fattori decisivi per far ripartire l'economia del Paese, produrre nuova ricchezza, garantirne una distribuzione più equa. Lo faremo lavorando per ridurre gli incidenti sul lavoro, ancora troppo numerosi, e per alleggerire il carico di fatica in capo alle donne, con interventi concreti che aiutino a conciliare tempi di lavoro, attività domestica e impegni di cura. Lo faremo lavorando per recuperare il deficit di competitività che scontiamo per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, sul versante dell'Università e della scuola, nel campo delle infrastrutture.
Il nostro territorio ha costruito una invidiabile condizione di prosperità, forte di una diffusa presenza di piccole e medie imprese, di alti tassi di occupazione sia maschile sia femminile, di una amplissima rete di servizi educativi e sociali, che hanno concorso a determinare buone condizioni di reddito per le famiglie, con una ricchezza più equamente distribuita. Ma questo "posizionamento", per essere mantenuto, richiede un presidio e una "manutenzione" continua: la concorrenza tra territori non consente rendite di posizione. Bisogna allora che la nostra realtà sappia operare per rafforzarsi nei punti di debolezza, e consolidare le sue aree di performance ed eccellenza.

Fare rete per innovare e competere

E' necessario mettersi in relazione non subalterna con i grandi circuiti della ricerca e dell'innovazione, rafforzare e qualificare ulteriormente Università e scuola, fornire di supporti opportuni la "rete" delle imprese e la nostra articolazione in distretti a varia vocazione produttiva (che oggi rischia di risultare troppo ridotta quanto a massa critica per reggere le sfide della competizione su scala mondiale), ottimizzare il sistema infrastrutturale indispensabile per la mobilità delle merci e delle persone, investire sul marketing territoriale e sulla tipicità delle produzioni, dei beni artistici, e della cultura locale.

In Senato, vicino ai bisogni reali

Su tutti questi obiettivi, interagire da un punto di vista nazionale con i progetti elaborati e da realizzare in sede locale, può rappresentare un contributo utile ed efficace, e, nel mio personale impegno al Senato, cercherò di mettere a frutto anche l'esperienza maturata come presidente della Provincia, assessore regionale e soprattutto sindaco di Modena, portando la politica vicino ai bisogni reali delle persone.

Anche se la legge elettorale ha di fatto cancellato il rapporto fra candidati e territori, io intendo rispettare questo vincolo e impegnarmi a svolgere il ruolo di Senatore di riferimento per la realtà modenese, in una sistematica interlocuzione con i Sindaci e le Istituzioni locali, le diverse espressioni di rappresentanza economica, culturale, sportiva, socio-assistenziale e di volontariato e, in tutte le forme possibili, direttamente con i cittadini.