NUOVI STILI DI VITA PER DIMINUIRE LE VITTIME DELLA STRADA

19 Lug
19 luglio 2007

È notizia di questi giorni che il disegno di legge sul codice della strada approvato all’unanimità dalla Camera nella primavera scorsa – a dimostrazione del fatto che esistono temi su cui l’interesse collettivo è più forte di quello di coalizione – potrebbe essere arricchito in fase di discussione al Senato da una norma voluta dal Ministro Amato, che prevede il ritiro della patente per chiunque venga fermato ubriaco al volante. Una presa di posizione importante, quasi obbligata al termine di un week end che ha registrato 36 vittime sulle strade. Eppure, credo di poter dire, non sufficiente. Con 6.ooo morti ogni anno, di cui  tra il 30 e il 50% provocati da guida in stato di ebbrezza o sottostupefacenti, le stragi del fine settimana hanno bisogno di essere affrontate con uno spirito diverso, basato non solo sull’emotività del momento e sulla necessità di repressione. Mi piacerebbe che le lacrime da coccodrillo fossero sostituite da interventi seri sulle cause strutturali del fenomeno, proponendo ai giovani nuovi modelli e stili di vita: i ragazzi devono poter avere un’alternativa alla discoteca e all’alcool, devono essere stimolati a forme diverse di intrattenimento e divertimento. È proprio questa la ratio del disegno di legge che ho presentato in materia al Parlamento: la proposta è valorizzare – con incentivi fiscali, che ne favoriscano la nascita e la diffusione – i luoghi in cui la musica viene suonata dal vivo, dove le possibilità di aggregazione sono ben diverse e più “stimolanti” di quelle delle discoteche. E contrastando al contempo il malcostume che vede le discoteche usare il beneficio fiscale senza proporre però un intrattenimento di pari livello. Al proliferare di spettacoli dal vivo dovrebbe inoltre accompagnarsi, secondo quanto previsto dal Ddl, il divieto di vendere alcolici – sia che vengano consumati internamente, sia destinati all’asporto – dopo l’una di notte, per evitare che i ragazzi bevano a piacimento fino a tardi per poi mettersi al volante. Trovo infatti che sia ipocrita pretendere dai giovani sobrietà, quando le condizioni ambientali li spingono verso “lo sballo”: uno Stato responsabile è quello che si fa carico dei compiti più difficili, come appunto modificare le condizioni ambientali. Insomma, il disegno di legge non è forse la panacea di tutti i mali, ma può essere un’idea, e c’è estremamente bisogno di ampliare lo spettro delle proposte per contrastare il problema. Perché non provare?

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5 commenti
  1. Caropreso Achille says:

    Caro Giuliano, convengo che la modifica degli stili di vita sia fondamentale, ma sai bene che per raggiungere tale scopo i tempi sono – ahimé – lunghi.E’ pertanto opportuno che si agisca nel senso auspicato dalla ormai nota proposta Amato: quando la febbre è molto alta, biosogna somministrare l’ antibiotico ma comunque necessita somministrare subito snche l’ antipiretico per abbassare la febbere medesima. Fuor di metafora: agiamo sugli stili di vita, ma adottiamo subito dei deterrenti efficaci, come quelli previsti dalla proposta Amato, ciò per evitare che ad ogni strage si pianga per qualche giorno, ma poi…Il Ministro Bianchi, a proposito, ha promesso misure immediate, ma dove sono ? Confido in te. Come sempre un cordiale saluto. Achille

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  2. Felicetta says:

    Caro senatore, sono d’accordo con lei sulla necessità di provvedere con interventi che incidano sulle cause strutturali del fenomeno, ma credo questi non siano sufficienti a combattere una inciviltà diffusa, una mancanza ormai totale di cultura e rispetto che è causa di minimi incidenti come di tragedie. Per questa ci vuole il pugno di ferro, altro che patenti a punti. Nel paese dei furbetti, i punti si comprano al supermercato. Una delle cause principali degli incidenti è lo “sballo”? Bene, inculchiamo la cultura del “tasso zero”, chi guida non deve aver bevuto una goccia d’alcool, altrimenti via l’auto. E cerchiamo di promuovere questa cultura agevolando i trasporti pubblici, notturni e sicuri da e verso i luoghi dello sballo. Un’altra è l’eccesso di velocità? Ma qualcuno mi sa spiegare perchè si fabbricano macchine che superano i 200 km/h? A cosa servono se il limite è 130? E poi vorrei rivolgermi a noi donne: perchè non cominciamo a prendere esempio dalla pubblicità-progresso di un paese del nord Europa, dove bellissime stangone alludono al fatto che chi è prepotente alla guida è… poco dotato in altri campi? Perchè non mostriamo disprezzo per chi mette in pericolo se stesso, noi e magari anche i nostri figli?
    E, infine, francamente, le lacrime di coccodrillo sono ridicole da parte di chi non è in grado di tenere sotto controllo neanche l’esodo vacanze. Avete girato per autostrade in questi giorni? Quante pattuglie avete incontrato? Io neanche una, contro tutta una miriade di cretini a fare a gara a chi faceva più infrazioni.
    Per me è prima di tutto una questione di civiltà, ma purtroppo per questo, molto molto difficile da affrontare con efficacia.
    Cordialità
    Felicetta

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  3. Antonio Bianchi says:

    Caro senatore, il tema di cui lei parla è uno di quelli che più mi stanno a cuore. Con un figlio ventenne, il sapere che sono in molti a bere e guidare mi toglie il sonno le sere in cui esce. Io e mia moglie ci siamo domandati se sarebbe più giusto non dargli la macchina, quando va in discoteca, ma preferiamo che sia lui a guidare piuttosto che salga con qualcuno di cui non conosciamo nulla.
    E però, trovo insopportabilmente ipocrita che lo stato si faccia promotore di campagne contro l’alcool quando consente che le discoteche siano aperte fino alle 6 e servano alcool fino alla chiusura. Come può un ragazzo bere l’ultimo cocktail e poi mettersi in macchina senza conseguenze? E perché fuori dai locali non si fanno controlli massicci, così da togliere a tutti la voglia di bere?
    Non mi piace come lo Stato gestisce quest’emergenza, mi sembra che non ci si voglia impegnare fino in fondo. E mi chiedo quale ne sia la ragione: forse la lobby dei gestori di locali è troppo potente?

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  4. Fabio Masserini says:

    Buona sera…
    sono il comandante di un consorzio di polizia locale della provincia di bergamo…
    ho 25 anni di servizio svolto in ogni ordine e grado…
    è con piacere che mi accingo a lasciare una “traccia” a commento del suo scritto…
    sono fautore da sempre di un diverso e più efficace ed efficente utilizzo delle polizie locali in sinergia con le altre forze di polizia e quindi sono favorevole non all’inasprimento delle sanzioni ma alla costante e continua presenza delle pattuglie sul territorio a deterrenza dei fenomeni che causano gravi lutti ed infermità…credo che contemporaneamente si debba necessariamente fare un grande sforzo di analisi del problema ed intercettarlo alla radice…l’idea di luoghi diversi dove a farla da padrone sia il “pensiero” e non l’assenza di dialogo penso sia estremamente percorribile così come l’attività che noi stiamo programmando con associazioni e cooperative di volontari per “incontrare” i giovani immediatamente fuori dalle discoteche e non solo a distanza quando diventa difficile la prevenzione…grazie anche per l’attenzione che lei sta ponendo alla nostra riforma…noi, nel nostro piccolo microcosmo, stiamo realizzando dei presidi come primo riferimento per il cittadino … ci sono indispensabili le qualifiche e il riconoscimento di un lavoro che è fortemente mutato negli anni…grazie

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  5. monika says:

    che ne sai tu che non ci sei mai andato in disco?e se ci sei andato con quale gruppo di matusa te la facevi per non sapere come funziona 1 disco?il problema non l’orario di chiusura e nemmeno gli alcoolici ma sono i proprietari delle discoteche che hanno voglia di fare soldi sui ragazzi che a volte sono molto incoscienti e non ragionano,loro SONO IL PROBLEMA!!!!!dovrebbero essere più attenti ad osservare quello che accade nei loro locali!

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