IN FERIE PIÙ SERENI GRAZIE AL LAVORO FATTO

02 Ago
2 agosto 2007

Si è chiuso oggi con una votazione serena e lineare il primo anno di lavoro del Governo. In discussione un provvedimento significativo, quello riguardante il“tesoretto”, su cui la maggioranza ha votato compatta e senza esitazioni: un risultato di rilievo, specie perché il decreto legge licenziato raccoglie finalmente i frutti degli sforzi dei mesi passati. Dopo i sacrifici chiesti ai cittadini per il risanamento dei conti, il Dl sul tesoretto inizia infatti a redistribuire nel segno dell’equità sociale: tra le altre cose, è previsto l’aumento delle pensioni minime e il ritorno fiscale sulle auto aziendali, vengono destinate risorse per la sicurezza di cui beneficeranno Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco e si chiarisce il nodo degli studi di settore. Insomma, un ottimo provvedimento con cui terminare una stagione a volte difficile, che rilancia un’idea di governo della complessità, anche fiscale, basata sulla concertazione.
Ma le buone notizie non finiscono qui. Con mia grande soddisfazione, ieri in Commissione Affari Costituzionali è stato avviato l’iter di discussione del disegno di legge sulla sicurezza urbana da me proposto, che credo possa essere un contributo per migliorare la vivibilità delle nostre città. Un altro segnale importante, infine, ieri è arrivato dalla Commissione Finanze, dove è stata votata una risoluzione sullo Statuto dei Diritti del Contribuente: il documento propone in sostanza un modello di relazione tra lo Stato e i cittadini, in materia fiscale, improntato sulla fiducia, in cui il problema dell’evasione fiscale non mina la serenità dei rapporti tra Fisco, Parlamento e Paese.
Possiamo quindi permetterci di andare in ferie più leggeri, avendo messo le basi per rapporti sociali più distesi e per interventi importanti nel futuro prossimo. In autunno, infatti, ci rimangono da affrontare alcuni grossi nodi; in primis, il debito pubblico e la riforma delle componenti strutturali della spesa. Il problema si spinge ben oltre “i fannulloni” di cui tanto di dibatte in questi giorni, ma riguarda, per esempio, un’ottimizzazione e riorganizzazione della pubblica amministrazione che elimini le sovrastrutture e le ridondanze che da sempre ci portiamo dietro. La riforma del Titolo Quinto della Costituzione ci indica la strada e sta a noi l’onore e l’onere di seguirla, per realizzare uno Stato che sia in grado di dare, anche risposte, ai cittadini e alle imprese, in maniera più moderna ed efficace.
Anche di questo ci occuperemo quindi con la prossima Finanziaria, che dovrà essere rigorosa. Nel frattempo però godiamoci un po’ di sospirato riposo. Mi prendo una ventina di giorni da trascorrere con la mia famiglia rilassandomi e ricaricando le batterie: alla faccia di chi dice che il Senato non lavora, posso dire per esperienza diretta che lavorare con serietà e dedizione è dappertutto stancante quale che sia la professione o l’impegno che si è tenuti a svolgere. Ci risentiamo quindi verso il venti del mese. Buone vacanze a tutti.
 

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