NONOSTANTE TUTTO I CONTENUTI SONO ANCORA LA CHIAVE DELLA COMUNICAZIONE

11 Set
11 settembre 2007

Ieri alla Festa dell’Unità di Modena, si è tenuto un incontro interessante sulla comunicazione politica. Si è partiti dall’avventura mia e di Massimo Bonfatti, ossia la creazione del personaggio del senatore Barbolino in occasione della campagna elettorale delle scorse elezioni politiche come tentativo di affrontare nuovi sentieri per parlare agli elettori, per poi arrivare a parlare dei nuovi strumenti della comunicazione politica. Fra i relatori c’erano Claudio Velardi, ex spin doctor di Massimo D’Alema e oggi imprenditore della comunicazione (ha lanciato una tv via web che parla solo di politica e istitzioni e che si chiama SherpaTv), Mario Adinolfi, giornalista e blogger e candidato alle primarie per l’elezione del segretario del partito democratico e Cristian Vaccari, ricercatore universitario che ha collaborato alla campagna elettorale di Sergio Cofferati ed è esperto delle elezioni presidenziali americane.
Tutti i relatori hanno ammesso che oggi la forza della comunicazione su Internet è dirompente, e sarebbe stato difficile non essere d’accordo dopo quanto accaduto poche ore prima di questo incontro in occasione del “v day” di Beppe Grillo. Il comico genovese è riuscito a mobilitare 300 mila persone senza mai apparire in televisione o sui giornali ma soltanto attraverso il suo blog.
Per Mario Adinolfi, che sta conducendo la sua campagna per le primarie attraverso un blog visitato da migliaia di persone al giorno, la comunicazione via internet oltre ad aver acquisito una grande forza ha anche cambiato natura rispetto a qualche anno fa. Oggi blog e siti riescono ad aggregare persone intorno ad un’idea e non farle rimanere relegate nei forum e nelle chat; ma a diventare “attori” della politica, ad avere insomma una carica decisionale come hanno avuto i 300 mila di Beppe Grillo che sono scesi in piazza per apporre le loro firme a tre progetti di legge. Anche secondo Cristian Vaccari Internet ha modificato la propria natura dimostrando di non essere un fine, come molti temevano, ma uno mezzo straordinario di comunicazione. Che ha comunque degli aspetti di “rischio” per chi lo gestisce: chi comunica via Internet deve essere tempestivo negli interventi, nelle risposte, nel rapporto con gli interlocutori; pena la chiusura del rapporto da parte degli internauti.
Per Claudio Velardi è vero che per comunicare vanno usate tutte le tecniche più moderne ma con uno spirito alla Rubistein, il grande pianista, che diceva che la tecnica va imparata perfettamente per essere poi in grado di abbandonarla con altrettanta velocità. Secondo l’ex consulente di D’Alema nella comunicazione politica sono fondamentali i contenuti, la sostanza. Un governo dovrebbe essere giudicato per quello che fa non per quello che comunica o per come comunica. Velardi a conferma di questa convinzione ha spiegato che sia Berlusconi che il Centrosinistra hanno vinto le elezioni quando la Rai era timonata dalle forze politiche opposte a quelle che l’indomani avrebbero vinto. In entrambi i casi sono state o le proposte politiche valide o lo critiche condivisibili all’operato dei precedenti governi a far vincere la sfida politica e non le tecniche con cui sono state comunicate.

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2 commenti
  1. Alberto says:

    Finalmente anche i comunicatori l’hanno capita. E’ la sostanza che conta, sono i programmi, le idee, la buona fede. Non serve utilizzare tecniche all’avanguradia e alchimie varie, un governo lo si giudica dai provvedimenti che prende, dal “taglio” che da al paese…certo che questo governo che si trova le camere bloccate perchè la maggioranza in Senato è così risicata non può fare tanto o lanciarsi in qualcosa di innovativo. Sarà un autunno caldo, caro Barbolini ma siamo in tanti ad avere ancora fiducia

    Saluti

    Alberto

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  2. Gigliola says:

    è confortante sapere che, nonostante l’era berlusconiana, la supremazia appartenga ancora ai contenuti e non ai contenitori. Però, se mi posso permettere, in vista della prossima Finanziaria, sarebbe bene che i contenuti fossero chiari e chiaramente espressi. Mi piacerebbe non rivedere la confusione dell’anno scorso…

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