IMMIGRATI, UNA QUESTIONE DI UMANITA’

30 Ott
30 ottobre 2007

Il consiglio dei ministri ha varato stamattina il pacchetto sicurezza, contenente una serie di provvedimenti a tutto campo destinati ad aumentare la legalità in ogni ambito del Paese. Un testo importante e lungamente atteso, che cerca di rimettere a posto alcune questioni fondamentali e talvolta trascurate, come la sicurezza e la tutela della città. Mi sembra un risultato di rilievo, che non deve però far dimenticare la tristissima cronaca di questi giorni, con le stragi di clandestini a bordo delle carrette del mare succedutesi per tutto il fine settimana in una tremenda escalation. Fatti di straordinario orrore, ma purtroppo ordinaria amministrazione. L’immigrazione clandestina rimane un problema drammatico della nostra società, che va certamente affrontato con misure puntuali e di repressione nei confronti dei soggetti marginali, ma nella sua totalità con una visione più ricca di umanesimo e di umanità verso persone sofferenti e martirizzate. Credo che la politica dovrebbe avere nei confronti dei molti disgraziati che approdano nel nostro paese una visione d’insieme più attenta e tollerante. Non si tratta di buonismo, ma di un’assunzione di responsabilità e coscienza necessaria in una paese civile, che non può tollerare che esistano al suo interno condizioni di marginalità e sfruttamento. Non solo: è uno sforzo che l’Europa dovrebbe fare nel complesso, con politiche di ampio respiro, armoniche e condivise, che non affrontino solo le emergenze o le contingenze ma diano una razionalità all’orizzonte politico.
Il Governo italiano ha iniziato a muoversi in questa direzione: la Finanziaria attualmente in discussione destina circa 2 miliardi di euro, ripartiti in un triennio, per la cooperazione e lo sviluppo, al fine di aiutare con interventi umanitari di vario tipo i paesi del terzo e quarto mondo. La notizia è passata nell’indifferenza più totale, e questo è davvero un dato che amareggia: come se non si fosse capaci di dare alle cose il giusto rilievo, ma ci si perdesse sempre dietro al gossip o alla chiacchiera da transatlantico e da salotti televisivi.

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1 commenta
  1. Sandro says:

    Caro Senatore
    sarò controcorrente ma quando leggo che nelle nostre zone la popolazione è aumentata anche del 10% rispetto a dieci anni fa e che di questa fetta la stragrande maggioranza sono stranieri, io sono felice! I grandi paesi democratici da centinaia di anni hanno aperto le frontiere agli stranieri. Dalla diversità nascono cose bellissime! E’ come pensare aun buon cocktail…viene bene solo se ci sono tanti ingredienti messi nelle giuste proporzioni! Dobbiamo far capire agli stranieri – attraverso leggi intelligenti – che qui in Italia è meglio venire se si è gente a posto, se si ha voglia di lavorare altrimenti nisba. Credo che sia ora che il partito democratico si dia da fare intorno a questo tema.
    A presto e buon lavoro

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