PER LA BIRMANIA UN IMPEGNO FORTE

02 Ott
2 ottobre 2007

Sabato sono stato a visitare il  recupero del castello di Formigine – che peraltro consiglio a tutti di andare a vedere, perché realizzato magnificamente. In serata, la visita è stata anche l’occasione per assistere a una perfomance di Dario Fo, che ha opportunamente approfittato della scena per portare l’attenzione pubblica sulla difficilissima situazione della Birmania. Fo è uscito vestito da monaco e ha condannato l’operato della giunta militare, richiamato tutti all’importanza della solidarietà con il popolo birmano e alla necessità di un impegno civile condiviso.
Io voglio aggiungere il mio personalissimo appello a quello del premio Nobel. Sto seguendo con apprensione e sgomento quello che succede nella ex Birmania, compatibilmente con le informazioni che riescono a filtrare dalla censura. Durante un viaggio in Thailandia sono entrato i contatto con il mondo dei monaci buddisti che mi ha immensamente colpito per la sobrietà morale e dei costumi, gli ideali e il profilo complessivo. Sono preoccupato per i coraggiosi monaci birmani, così come per tutta la popolazione, e non posso che augurarmi che ci sia quanto prima una mobilitazione internazionale importante, che fino ad oggi non è stata probabilmente sufficientemente tonica. Il governo italiano si è fatto portavoce di alcune iniziative importanti per la Birmania, eppure ho la sensazione che come centrosinistra e partito democratico abbiamo finora sprecato l’occasione per una mobilitazione che trasmettesse anche ai più giovani i valori importanti della democrazia e del rispetto dei popoli. E’ un ruolo importante e non lo dobbiamo abdicare ad altri. Siamo ancora in tempo per ottemperare a questo importante dovere.

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1 commenta
  1. luca delvecchi says:

    caro senatore, vorrei vedere l’Italia in prima fila per la Birmania. Mi sembra invece che ci nascondiamo dietro a sanzioni economiche che con ogni probabilità colpiscono solo la popolazione già stremata, ma con interventi tutt’altro che incisivi sul regime.
    E’ quasi demagogico ma lo chiedo a lei, e mi piacerebbe ricevere una risposta: perché in Iraq si elimina il dittatore e qui no? Perchè in Afghanistan si e in Birmania no?
    C’è molta ingiustizia in questa politica e mi piacerebbe che le persone oneste come lei si adoperassero per migliorare la situazione

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