TRE COSE DA IMPARARE

24 Ott
24 ottobre 2007

Fiumi d’inchiostro versati in questi giorni sulla maggioranza, i tira e molla dentro al Governo, i battibecchi tra ministri, la presunta caduta e così via. Niente di nuovo sotto al sole, mi viene da dire, ma provo comunque a raccontarvi che aria tira in Senato e dintorni. La verità è che c’è un clima strano, come se la situazione fosse appesa a un filo e tutti si aspettassero il momento dello scivolone. E però quest’atmosfera di precarietà, che si prolunga sostanzialmente dall’inizio della legislatura, non combacia con la realtà dei fatti, visto che al momento delle votazioni importanti, ultima quella di ieri sulle pregiudiziali al decreto legge collegato alla Finanziaria, la maggioranza si dimostra compatta e riesce a ottenere risultati importanti. C’è quindi una differenza notevole tra la realtà e la rappresentazione che se ne dà, e se da una parte lo scollamento è sicuramente legato all’abilità dell’opposizione nel creare presso i media un’immagine di litigiosità e discordanza enormemente più grande di quella effettiva, dall’altra è sicuramente vero che nella maggioranza spesso i “ pensieri in libertà” – anche su questioni cruciali – o le azioni eclatanti non aiutano a rendere giustizia.
Ne sono esempi fin troppo noti i fatti degli ultimi giorni, i litigi tra Mastella e Di Pietro, le richieste sull’inchiesta di De Magistris e da ultimo l’avocazione dell’indagine.
Credo che siano tre gli elementi che bisognerebbe imparare da questa situazione, tutti più semplici di quanto non sembri: in primis credo che, fermo restando il principio della collegialità che presuppone però coesione di intenti e rispetto reciproco, ciascun ministro debba svolgere il proprio mestiere, senza preoccuparsi di quello degli altri; si guadagnerebbe così anche il tempo per occuparsi delle proprie mansioni, senza creare ritardi significativi nello svolgimento dei propri compiti. In secondo luogo, è certamente vero che in occasione di indagini, giustificate o meno che siano, è sempre necessario procedere con cautela. In questo modo, lasciando che le inchieste seguano il proprio corso, non si rischia di creare martiri laddove non ne esistono, e non si crea opacità laddove c’è bisogno di chiarezza. Il terzo punto, che mi sta molto a cuore, è una precisazione di fondo: sarebbe necessario che anche la magistratura, pur mantenendo tutta la propria autonomia e indipendenza, avesse dei codici e meccanismi di regolamentazione interna, per fa sì che le iniziative del magistrato non siano sempre vissute quasi come un’investitura divina, insindacabile. Si creerebbe in questo modo anche un rapporto di normalità con il resto delle istituzioni, che in questo momento, come evidente, manca.
Dalla situazione attuale, non si può che desumere, che questo paese ha grandi problemi, ha bisogno di riforme strutturale e istituzionali, e quindi di una politica alta, invece della politica delle “piccole cose”. Non posso che augurarmi che arrivi la stagione di questa politica, ma la soluzione certo non è andare a nuove elezioni, visto e considerato che con l’attuale legge elettorale si riproporrebbero le stesse frammentazioni e i medesimi problemi. Sarebbe bene dunque che chi sta all’opposizione scegliesse per una volta il bene del Paese, ascoltando i moniti del capo dello stato e si aprisse al confronto almeno sulla legge elettorale.

Share on Google+Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page
2 commenti
  1. Antonio says:

    Caro Barbolini, sempre più spesso le ragioni dell’Aula mi sono incomprensibili. Mi spieghi per esempio il senso del voto di oggi di Di Pietro sul Ponte.
    Non vorrei suonarla disfattista, ma ho sempre più spesso l’impressione che la stagione della politica alta sia destinata a non arrivare mai, specie considerato che gli appelli del capo dello stato a Berlusconi e co cadono puntualmente nel vuoto. Ma perché questo Paese non ha voglia di migliorare?

    Rispondi
  2. Fabio says:

    Resistete..resistete..resistete..e se qualche incosciente fa saltare il banco..prepariamoci alle prossime elezioni..
    con forza e grinta..
    perchè berlusconi non deve più vincere..

    Rispondi

Lascia un commento

Vuoi unirti alla discussione?
Contribuisci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright - Giuliano Barbolini