ADDIO ENZO BIAGI

06 Nov
6 novembre 2007

Ho appreso della morte di Enzo Biagi con grande tristezza. Ho avuto l’occasione di incontrarlo più volte, ma una in particolare mi è rimasta impressa. Era il periodo a cavallo tra il 1997 e il 1998 e io ero sindaco di Modena. La città viveva allora una stagione particolarmente difficile in relazione al problema della prostituzione e durante l’estate avevo emanato un’ordinanza – di quelle oggi molto in voga – per dissuadere i clienti alla ricerca di avventure con sanzioni relative all’intralcio alla circolazione e rischi per i passanti. L’ordinanza era stata poi imitata da altre province con lo stesso problema, mentre l’argomento teneva banco anche in Parlamento. Enzo Biagi decise di dedicare al tema una puntata della sua celeberrima trasmissione “Il Fatto” e insieme alla sua troupe venne a Modena una mattina a raccogliere immagini e commenti. Ho un ricordo di lui e del suo modo di lavorare estremamente piacevole: fu molto cordiale non solo durante l’intervista, ma anche nelle chiacchiere che la precedettero, e mi colpì particolarmente la sua capacità di adeguarsi ai ritmi televisivi, così serrati e stringenti, nonostante il suo essere uomo di grande cultura e profondità. Era capace di stare focalizzato sull’essenziale, senza tuttavia mai perdere l’ironia e la grande capacità di suggestione, nel richiamarsi a esperienze di vita proprie o a fatti storici.
Interpretava la professione giornalistica con grande rigore e immensa dignità, con una ricerca della verità che non aveva paura di niente e di nessuno, e per la quale è stato anche costretto a pagare amare conseguenze. E anche in questo ha sempre evitato qualsiasi retorica, prosopopea o enfasi.
La sua perdita addolora davvero molto, e lascia in tutti un grande senso di vuoto.

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