ALTA VELOCITA’, CHE RIVOLUZIONE

17 Dic
17 dicembre 2007

Ieri, dopo una lunghissima attesa, ho avuto l’opportunità di partecipare al viaggio inaugurale della tratta ad alta velocità Bologna-Milano: un tracciato disegnato ex novo che, a regime, consentirà di collegare le due città con una sola ora di viaggio. È stata un’esperienza emozionante, in cui ci sono state spiegate le peculiarità tecniche e le curiosità della nuova linea, che rappresenta senza ombra di dubbio un progetto rivoluzionario nel quadro della mobilità di questo Paese: un’opera di ammodernamento ed efficientamento del sistema trasporti come di rado se ne vedono, con effetti positivi e benefici su tantissimi fronti. Basti dire che oltre che per l’alta velocità, il nuovo sistema si caratterizzerà per l’alta capacità di integrarsi e connettersi con le infrastrutture e le reti esistenti, permettendo di trasferire una fetta consistente del trasporto di merci sui strada ferrata (chi non se lo è augurato nei giorni di blocco degli autotrasportatori?) ma anche di raddoppiare i binari a disposizione per i treni regionali, con evidenti riverberi positivi su sicurezza, affidabilità e comodità del trasporto regionale.

Insomma, un progetto straordinario, di cui sono stato convinto, anche di fronte a molte contestazioni, quando ancora non se ne vedevano i risultati: ero sindaco di Modena quando si è trattato di prendere decisioni fondamentali sull’alta velocità, scelte di pianificazione territoriale con conseguenze sul futuro della città, non sono in termini di mobilità ma anche di ristrutturazione del sistema urbano stesso. A Modena, per ragioni geomorfologiche e di intensa antropizzazione che rendevano difficile l’attraversamento, abbiamo voluto realizzare un viadotto a piano ribassato che è un unicum in Italia e consentirà di attutire il rumore; abbiamo previsto un intervento di mitigazione ambientale che prevede di piantare 350.000 alberi, siepi e arbusti e infine valorizzato la stazione come polo intermodale, recuperando con lo spostamento della linea storica una frattura secolare nel corpo della città. Scelte difficili, che all’epoca hanno incontrato anche scetticismo per la difficoltà di vedere il cambiamento in tutta la sua portata, ma di cui sono fiero. Ad osservare come le città hanno risposto al progetto dell’alta velocità – basta spingersi a Reggio Emilia, dove è stato costruito il ponte di Calatrava, meraviglia di cui tutti godiamo passando sull’autostrada – si può dire con serenità che la nuova rete ferroviaria porti con sé grandissime opere ingegneristiche e architettoniche, costruite ex novo, di cui il Paese godrà senza esserne stato consapevole e talvolta, come spesso accade in Italia, dando voce solo a timori, preoccupazioni e proteste.

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1 commenta
  1. ostedellamalora says:

    alta velocità, evoluzione?
    già una bella opera ma alla fine della corsa cioè quando sarà operativa chi sarà in grado di quantificare la spesa totale di siffatta evoluzione?
    può sorgere un dubbio circa il rapporto reale costi-benefici di tale opera?
    se però si considera che a reggio emilia hanno realizzato il ponte di calatrava una meraviglia allora tutto il resto non interessa…
    ma caro senatore le persone che in questo belpaese vivono davvero male e il cui numero sta crescendo in maniera esponenziale e non possiamo far finta di non rendercene conto,possono anche apprezzare tali evoluzioni ma vorrebbero di piu’ un impegno vero e non soltanto parlato sui problemi come:
    a)lavoro e sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche
    b)difesa e ricupero delle perdite subite dal salario in questi ultimi 4 anni.le statistiche ci dicono che a fronte di una perdita di 1700/1800sui salarii sempre nel periodo considerato,
    corrisponda un incremento dell’80% dei profitti delle imprese.
    c)banche ma come est possibile che non ci sia un impegno serio di questo governo, di sinistra?per risolvere o almeno tentare di
    scalfire un problema che si chiama anatocismo ma che est meglio dargli il vero nome cioè usura legalizzata.
    d)prezzi. non si riesce a far nulla contro la speculazione che c’è in tutti i settori dell’economia, anche qui lo stato “s’indigna poi butta la spugna con gran dignità”.
    non soltanto timori o preoccupazioni o proteste ma autentiche certezze.sigh!
    cordiali m.g.

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