UNA BOUTADE PEGGIORE DI ALTRE

04 Dic
4 dicembre 2007

Fra le tante novità introdotte da questo governo abbiamo scoperto oggi esserci anche quella di un  presidente della Camera che ha un tono politico, invece che istituzionale. Mi riferisco ovviamente all’intervista a Bertinotti pubblicata su Repubblica, in cui senza mezzi termini – e a dire il vero anche con qualche espressione inelegante verso il premier – il capo di Rifondazione non esita a dichiarare fallimentare il Governo di cui peraltro fa parte, dicendo anche di sentirsi sostanzialmente già all’opposizione e affermando così la fine di una fase politica.
Un intervento che francamente ho trovato inquietante, pur riconoscendo a ciascuno la libertà di rimanere attaccato ai propri valori e nonostante Bertinotti entri nel merito di un problema drammaticamente reale – la questione dei salari e del potere d’acquisto delle persone – di cui condivido la centralità. Tuttavia, in questo caso come in molti altri, credo che il problema sia essenzialmente uno: a chi giova criticare senza essere propositivi? Bertinotti non propone infatti alcuna soluzione al problema, e nello sparare a zero sulla maggioranza dimentica forse anche la ratio di alcuni interventi inseriti nella Finanziaria in itinere, in primis quello di cui sono cofirmatario che si propone di destinare l’extragettito del 2008 alla riduzione del carico fiscale per i lavoratori dipendenti. Ugualmente, le riserve sul Welfare non giustificano la sottovalutazione delle scelte contenute nell’accordo, peraltro approvato da larghissima maggioranza dei lavoratori.
A ben vedere sembra infatti che Bertinotti proietti all’esterno le tensioni presenti nella coalizione e in particolare quelle del proprio partito, contribuendo alla creazione di un clima politico molto difficile. Drammatizza senza offrire prospettive, offre un giudizio quasi ultimativo. Me ne rammarico perché, come molti altri, continuo a sperare che le forze del centrosinistra e della sinistra radicale, ognuna con la propria anima ma in collaborazione, possano trovare terreno condiviso per intervenire su temi sociali. Questo è lo spirito dell’Unione, e quando riusciamo a metterlo in pratica i risultati si vedono e li apprezza anche il nostro elettorato.
D’altra parte, per concludere, sembra quasi che il centrosinistra si sforzi di non lasciare il centrodestra in difficoltà da solo troppo a lungo: quando Berlusconi e soci sono davvero in ambasce, ci affrettiamo a far nascere qualche polemica e problema tra le nostre fila. Insomma, ci diamo da fare per tener loro compagnia. Solo che, spesso, purtroppo, loro sono più bravi di noi a tenere i cocci insieme.

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1 commenta
  1. ostedellamalora says:

    perchè tanto stupore?
    il signor bertinotti ha colpito nel segno poichè in realtà interpreta i sentimenti piu’ diffusi della gente nei confronti del governo.
    è pur vero che non emergono proposte concrete sul da farsi per risolvere i problemi.ma caro senatore bisogna che veramente la politica si avvicini alla realtà non si può e ne si deve continuare su questa strada,alcuni esempi di commenti che si possono cogliere parlando con le persone che lavorano ,producono,lottano ogni giorno per tirare avanti:
    1)i politici sono tutti d’accordo per mantenere o aumentare i privilegi che hanno
    2)le loro sono soltanto lotte per il potere quindi non sono davvero interessati ai problemi veri del popolo
    3)si deve operare affinchè il sistema bancario smetta di rovinare le persone con i mutui e tutto il resto .ma veramente credete che negli altri paesi europei stia accadendo la stessa cosa e che il problema venga solo dall’america?
    potrei continuare all’infinito con tanti altri commenti…
    cordiali m.g.

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