ANNO NUOVO, VITA VECCHIA?

03 Gen
3 gennaio 2008

Di ritorno da qualche piacevole giorno di vacanza in Spagna, sono stato prontamente investito dalla cronaca, politica e non solo, di questi ultimi tempi. Non ci sono dubbi: se il 2007 si era chiuso per la maggioranza e per il Paese in modo complicato, il nuovo anno potrebbe esserlo altrettanto.
Leggendo i giornali e le dichiarazioni sparse qui e là viene infatti da chiedersi perché l’Italia non riesca a consolidare, così come ha suggerito nel rituale discorso anche il Presidente Napolitano, la ricchezza delle proprie potenzialità, che abbiamo visto dispiegate con pieno successo nel caso della moratoria internazionale sulla pena di morte: sarebbero moltissimi gli ambiti, interni ed esterni al Paese, in cui mettersi all’opera, basti pensare alle situazioni difficili ed estremamente delicate che affrontano il Pakistan e l’Africa, nell’indifferenza generale.
Ancora una volta sembra invece che si preferisca giocare a sparigliare le carte, a dividere il Paese brandendo questioni ideologiche, togliendo stabilità e rifiutando di vedere i successi conseguiti: mi riferisco ovviamente alla boutade di Giuliano Ferrara sulla Legge 194, ma anche all’incapacità – o alla delibera scelta – di parte del mondo politico di constatare come sia cambiata la situazione italiana nell’ultimo anno. Può darsi infatti che Prodi pecchi di ottimismo, ma alcuni dati economici sono tangibili e non discutibili – su tutti, la riduzione del debito pubblico e la disoccupazione ai minimi storici –  e per costruire un futuro migliore sarebbe necessario partire dal loro riconoscimento. Non mi stupisce certo che a non vederli siano i politici di destra, responsabili del dissesto dei conti e che oggi, con un atteggiamento realmente impudente, lamentano presso la stampa che il governo non faccia abbastanza: un comportamento che in qualsiasi altro paese non sarebbe tollerato, ma questo è un altro discorso. A fare male è soprattutto il senatore Dini, che dopo aver tanto insistito sui conti ora se ne esce con dichiarazioni sul fallimento del governo che prescindono da qualsiasi valutazione oggettiva sullo stato del paese. E, insieme a lui, anche se duole dirlo, il sindacato che, nonostante gli accordi raggiunti e onorati, per raggiungere nuovi obiettivi (e il tema dei salari è certamente la priorità condivisa) anziché fare affidamento sui meriti propri e dell’esecutivo, brandisce la scure di guerra minacciando lo sciopero generale e drammatizzando la situazione.
Mi sembra in tutto questo quasi che ci sia una divisione netta tra chi si sforza di costruire qualcosa di buono e chi invece gioca a distruggerlo, con il risultato complessivo di un Paese che si macera in processi che è incapace di compiere, risucchiato nel proprio passato. Proprio in questo ho notato, seppur nel breve periodo del mio soggiorno, una differenza netta con la Spagna, estremamente consapevole di sé e capace di guardare al futuro. Mi auguro che anche l’Italia possa diventarlo presto, con due grosse sfide politiche per il 2008: la riduzione del carico fiscale e il recupero di potere d’acquisto dei cittadini. Conseguirli significherebbe fa star bene le persone, obiettivo primario della politica, ma anche rispettare il programma di governo e mettere le basi per un futuro migliore.

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4 commenti
  1. Cosimo D'ercole says:

    Egregio Senatore, colgo l’occasione gentilmente offerta dal Suo sito per far notare come i mass media spesso evidenzino le spaccature del nostro paese legate alla guerra tra destra e sinistra. Per fortuna spesso succede che tutti i partiti convergano su delle soluzioni “politiche” e non “pro domo mea”, dettate esclusivamente dal rispetto buona amministrazione. E’ il caso ad esempio della questione idonei Agenzia entrate di cui Lei è stato un osservatore molto attento. In questo caso l’intero senato all’unanimità ha trovato una soluzione “politica” correggendo un comportamento non esattamente corretto della PA. Come mai tutti i partiti non applicano questo “modus operandi” a tutta la propria opera legislativa? A chi conviene che il paese sia spaccato in due?

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  2. ostedellamalora says:

    caro senatore,
    anche se condivido quasi tutti i contenuti del suo scritto mi viene da fare qualche osservazione e spero che ella non se ne abbia a male.
    premetto che anche il sottoscritto ha trascorso ben 2 giorni di vacanza a campobasso(molise)a casa di mamma e fratelli.
    ma caro senatore ho incontrato delle grosse difficoltà quando si discuteva di politica poiche mi sono reso conto davvero di quanto essa sia lontana dalla reltà del paese,infatti:
    a)c’è sicuramente una netta divisione ma tra coloro che stavano già bene e continuano a star sempre meglio includerei anche la classe politica, e coloro che stavano peggio e che staranno sempre peggio includerei anche gli abitanti della “campania felix?”.
    ma come mai neppure un accenno al problema piu dibattuto in questi giorni e cioè l’emergenza rifiuti in campania?est una emergenza che dura da molti anni,perso nalmente ho avuto il modo di rendermene conto negli anni dell’università trascorsi a napoli(71-75)ed ero quasi convinto che la colpa fosse dei napoletani!d’altronde anche oggi il presidente della repubblica ed alcuni parroci parlano di raccolta differenziata!!ed il problema e che qualcuno ci crede …
    caro senatore bisogna avera il coraggio di dire le cose come sono veramente in quella regione:
    la monnezza emergenza vuol dire fiorente(per alcuni)attività economica
    a)lavoratori socialmente sottopagati dalle varie società o amministrazioni comunali o altri
    b)una marea di consulenti esperti e non che studiano da anni su come uscire dalla monnezza
    c)i politici destra,sinistra ,centro che gestiscono consensi,voti e tutto quel che c’è da prendere
    d)le operazionicorrelate alla monnezza:le ditte che trasportano, quelle che impacchettano e tante altre migliaia di operazioni.
    ma caro senatore è possibile che nessuno se sia reso conto che tutto ciò ha un nome e si chiama CAMORRA?
    e)tutto ciò sembra essere un giocattolo che funziona alla perfezione e che sopratutto fagocità le cifre iperboliche espresse in vagoni di risorse o è meglio tornare achiamare le cose con il vero nome e cioè denaro perlopiu’ pubblico
    il giocattolo non sembra potersi rompere visto e considerato che anche di fronte all’evidenza vengono celebrate messe davanti alle discariche come se si volesse consacrare il malaffare.
    mi viene anche da pensare che in campania operano del tutto indisturbati politici come demita,mastella,bassolino etc.
    cordiali m.g.

    p.s.qualche proposta ce l’avrei:cominciamo a mandare a casa anche alcuni personaggi che sono inseriti nel nuovo partito democratico.

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  3. Giovanni says:

    Caro senatore,
    è certo vero che i sindacati non possono essere sempre sul piede di guerra, ma mi permetta di dire che la questione dei salari e del prelievo fiscale stanno diventando vere emergenze: Pagare le tasse è bello, scrisse tempo addietro Padoa Schioppa. Posso condividere, ma certo solo se a seguito delle tasse il sistema funziona. Se posso andare dal medico all’ospedale e non da un privato, se a scuola mio figlio ha insegnanti competenti, se i servizi funzionano.
    Altrimenti tutti i mesi mi rimangono in tasca pochi spiccioli per me e i miei, e la battaglia del sindacato mi tocca condividerla in pieno.

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  4. robby says:

    essendo un ragazzo straniero la ringrazio per la possibilità di estendere il voto anche a noi…

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