REAGIAMO ALL’ANTIPOLITICA

17 Gen
17 gennaio 2008

Pur essendo oggi un po’ febbricitante e non proprio in forma, ci tengo a raccontarvi la mia giornata di ieri, quale perfetto esempio dell’attività lavorativa di noi senatori.
Sotto il profilo prettamente personale non avrei di che lamentarmi e anzi, ieri è stato un giorno di soddisfazioni e ricononoscimenti per quanto fatto in questi mesi. Dalle pagelle del Senato pubblicate ieri dal Sole 24 ore, infatti, emerge l’affidabilità e il senso del dovere che nutro verso il mandato affidatomi dagli elettori, dimostrando ai più scettici – e con me molti altri – che il lavoro del politico, fatto con serietà, è tutt’altro che “bella vita romana pagata dai contribuenti”.
Non solo, ieri è anche arrivata la risposta all’interrogazione che io e il Presidente Benvenuto avevamo presentato in Commissione Finanze – sollecitati dalle industrie ceramiche del sassolese – circa l’interpretazione dubbia della norma comunitaria per l’abrogazione delle accise del gas metano per gli usi industriali. La buona notizia è che le tasse saranno eliminate – con grande sollievo del comparto – ma anche la solerzia  stessa della risposta del sottosegretario all’Economia.
A queste cose si è poi sommata la normale attività, con i lavori in Commissione, le riunioni, le interrogazioni e via discorrendo. Eppure, a lato di tutto questo, ieri si è toccato forse il picco più alto della recente schizofrenia politica, che rende sempre più ampio il divario tra la gente e i problemi reali e ciò che succede nei Palazzi.
Il riferimento, è evidente, è alla vicenda del Papa e alla sua rinuncia a presenziare alla Sapienza a causa delle contestazioni, ma anche e soprattutto alle dimissioni di Mastella, che giungono in un momento critico e aprono scenari estremamente difficili.
In tutti questi casi, così come per la faccenda dei rifiuti campani, pare che sia impossibile risolvere in modo ordinato e sereno questioni di ordinaria razionalità: la censura del Papa è ridicola perché non si può aver paura delle idee, e la cultura non può imbavagliare, bensì confrontarsi; i domiciliari per la moglie di Mastella e il procedimento nei confronti del ministro, invece, pur attribuendo ai giudici tutta l’importanza del loro operato, hanno una tempistica quantomeno sospetta. Mi pare di presagire, nelle ultimissime vicende politiche, un vento strano, un’aria simile a quella che tirava nel 1992, quando il Paese stava per essere investito da Tangentopoli. Sembra darne conferma anche la  scelta dei tempi con cui la Consulta ha ammesso ieri i quesiti referendari che, seppure importanti e sostenuti da me in primis, nella complicatissima situazione attuale, in caso di stallo del Parlamento nella definizione di una nuova e migliore legge elettorale, potranno forse contribuire a quella spinta verso l’antipolitica che avvolge un po’ tutto. La sensazione è che si faccia strada, più di quanto non sia già successo, un generale discredito verso la politica e le istituzioni che può portare a un conflitto sociale molto aspro, con radicali proteste e diffusa sfiducia.
È bene quindi che, in questo momento così difficile, si trovi il coraggio di fare scelte chiare, si ponga fine ai consociativismi e alle ambiguità: solo in questo modo, io credo, le persone possono recuperare fiducia e dare sostegno alla classe dirigente, portando a termine le riforme strutturali necessarie a traghettare il Paese verso una nuova epoca.

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2 commenti
  1. achille caropreso says:

    Caro Giuliano, sono le idee che purtroppo mancano: quando un ex ministro della Repubblica impegna gran parte del suo tempo – almeno a livello locale- a discettare circa l’ opportunità di un tipo di copertura della Ghirlandina oppure no…beh, qualcosa non va. Quando il presidente della Campania afferma pubblicamnete che ha fallito il suo compito ma non si dimette poiché le sue dimissioni – afferma – non sarebbero di alcuna utilità…che dire? Eppure i problemi per il Paese sono enormi ed i dati non sono troppo rasserenanti: la sindrome ” spagnola” crea nervosismo e la depressione dei ciittadini italiani è ormai a livelli preoccupanti. Manca la fiducia, il gusto di guardare al futuro con la purezza del neofita e tutto ormai è un noioso ” già visto”. Cosa fare per riportare in noi, in tutti noi,l’ entusiasmo degli anni 50 e 60 ? Verrebbe da dire che ognuno stia al suo posto e faccia con impegno il proprio lavoro: è una ricetta valida anche per rasserenare gli animi, ma poi escono allo scoperto i fisici dell’ Università di Roma che commettono l’ ennesimo pateracchio all’ italiana. Insomma, poveri politici – senatori o consiglieri comunali di provincia- cosa possiamo fare? Leggo che tu fai appieno il tuo dovere ( mai dubitato del contrario), io cerco di fare del mio meglio a Modena ma ” la gente ” vuole ancora bene alla classe politica in generale? Al momento non mi pronuncio, ma continuo compunque nel mio impegno. Come sempre un sincero saluto. Achille C.

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  2. ostedellamalora says:

    caro senatore,
    complimenti per le sue puntualique argute osservazioni sui fatti di questi giorni.
    per quello che concerne la possibilità di una crescita dell’antipolitica mi permetto di non essere d’accordo poichè basandomi sulla mia personale esperienza sto notando che c’è una maggiore partecipazione e soprattutto un approccio diverso e piu critico verso certi problemi.
    ad esempio la monnezza della campania nonostante l’informazione sia quella che vediamo quotidianamente le persone mostra di volerne sapere di piu’ in tutti i sensi(temovalorizzatori,altri sistemi di smaltimento, cosa fanno negli altri paesi europei etc)
    oserei dire che l’atteggiamento non piu’distruttivo ma propositivo.
    qualcosa sta cambiando in meglio anche grazie all’impegno quotidiano di persone come lei.
    cordiali m.g.

    p.s forse ho esagerato?

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