RIFIUTI, OGNUNO FACCIA LA PROPRIA PARTE

08 Gen
8 gennaio 2008

Durante un vertice cruciale, in linea con le decisioni già prese nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio ha stabilito oggi che la situazione rifiuti in Campania sarà normalizzata con l’apertura di tre termovalorizzatori, la nomina di De Gennaro – ex capo della polizia – come nuovo supercommissario e l’intervento dell’esercito, qualora ce ne fosse bisogno.
Certo sembra ben strano che nell’epoca del federalismo e della devolution sia necessario rivolgersi in modo così clamoroso allo Stato per risolvere un problema “locale”: è il segno ultimo di una grande debacle, che d’altra parte è ben visibile sotto gli occhi di tutti. Le difficoltà nella gestione dei rifiuti nel napoletano non sono certo una novità, ma una costante degli ultimi quaranta e cinquant’anni, da quando cioè un’intensa e rilevante produzione di immondizia ha avuto come unica risposta il nascondere tutto sotto ai tappeti, insabbiare. C’è in questo un clamoroso fallimento della politica, delle istituzioni, delle classi dirigenti ma anche del senso civico complessivo, con uno stratificarsi di incapacità, inefficienze e ostracismo che hanno attraversato il tempo e gli schieramenti politici, creando inevitabilmente le condizioni perché si generassero situazioni di malaffare e legami torbidi tra il guadagno illecito e la non volontà di intervento. E il tema del contrasto alla camorra e alla sua presenza di controllo del territorio è con tutta evidenza una grande questione nazionale, da cui nessun tentativo di risanamento può prescindere.
Credo però che sulla base di queste consapevolezze, e con gli occhi pieni delle immagini della Campania oggi, ridotta a un cumulo di immondizia, sia necessario fare appello alle ultime riserve di cultura istituzionale e democratica per risolvere la situazione, e fare sì che i veleni e gli odori che avvelenano la Regione vengano rimossi. Non è questo il tempo delle prese di posizioni ideologiche o delle dimissioni forzate, ma del rimboccarsi le maniche e dell’assumersi ciascuno le proprie responsabilità. Se Napoli e la Campania vertono oggi in una condizione disperata bisogna ricordare che fino a metà degli anni novanta circa anche la civilissima Milano non aveva un proprio depuratore, scaricando i peggiori rifiuti nel Po, così come moltissimi rifiuti cosiddetti speciali hanno preso la strada della Campania: come ha ricordato ieri il sottosegretario Letta, non c’è nessuno che possa dare lezioni agli altri, glissando sulle proprie responsabilità.
Credo che sia questa l’unica strada per poter riabilitare l’immagine del capoluogo napoletano che, dopo aver molto investito sul turismo, si presenta al mondo in uno stato catastrofico. Il periodo del breve rinascimento di Napoli sembra enormemente lontano, ma è necessario che chi ha il dovere protempore di fare rispettare accordi e disciplina faccia il proprio dovere: solo in questo modo sarà possibile invertire il destino tristissimo di una regione stupenda che convive da troppo con un disastro sociale e ambientale.

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1 commenta
  1. Giovanni says:

    Caro senatore, sarebbe molto bello poter credere che a Napoli la questione si risolverà, eppure come diceva ieri Battista sul corriere della sera la questione di napoli è solamente lo specchio di un Paese che decade ogni giorno di più.
    TPS dice che è bello pagare le tasse, sì ma per quali servizi? Per avere le strade piene di spazzatura?
    Mi dica lei se questo è vivere

    Rispondi

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