QUALCOSA SU CUI RIFLETTERE

01 Feb
1 febbraio 2008

Alcuni spunti di riflessione possono essere d’aiuto in questi giorni così complicati e incerti sotto il profilo politico, in cui è necessario sopra ogni altra cosa tenere a mente il bene del Paese e muoversi nella giusta direzione.
In primo luogo, credo che sia interessante spendere due parole sulla sentenza arrivata ieri dall’Europa sulla questione delle frequenze Tv: in modo semplice e diretto, e senza possibili faziosità, la Corte di Giustizia ha infatti puntato il dito sulla più grossa anomalia italiana, la mancanza di concorrenza nel mercato radiotelevisivo. A questo impianto – e alla scelleratezza della riforma Gasparri – provava a porre rimedio la legge Gentiloni, accolta dal centrodestra come un pericolo: si vede ora però che al posto di un vulnus, la legge del centrosinistra era la strada giusta per riequilibrare una situazione critica rilevata anche in sede sopranazionale. La cosa davvero irritante sarebbe oggi che, dopo aver subito per anni gli effetti spiacevoli della concentrazione di quel mercato, gli italiani si vedessero anche addebitare i costi di una possibile sanzione per lo stesso motivo, mentre qualcuno se la ride e ingrassa le proprie finanze sulle nostre tasche.
La legge sul riassetto del sistema rimane quindi una delle cose principali da fare: la maggioranza di Prodi non ne aveva i numeri, vista la scarsa se non assente collaborazione bipartisan – basti ricordare che ai tempi del litigio fra Berlusoni e Fini proprio quest’ultimo brandì l’arma del riassetto radiotelevisivo per colpire l’ex alleato, ora peraltro nuovamente in auge.
Il secondo elemento su cui fermarsi a riflettere sono le motivazioni depositate dalla consulta per l’accettazione del referendum sulla legge elettorale: si ravvisano infatti nell’attuale legge profili di inappropriatezza e quindi, per dirla in modo semplice, si ritiene che non funzioni correttamente, non rispecchi le reali volontà degli italiani. Insistere per cambiare la legge elettorale prima di nominare un nuovo governo non significa quindi cercare di protrarre inutilmente i tempi, ma compiere un’azione fondamentale per il Paese. Una soluzione in questo senso potrebbe essere anche convocare il referendum e dopo andare a votare; in ogni caso, quel che è certo è che non si può tollerare una legge elettorale che fa solo gli interessi di una parte.
Per chiudere il quadro, e rattristarsi ancora un po’, basta menzionare anche il regalo fatto a Berlusconi con l’assoluzione per il falso in bilancio della Fininvest, grazie a una legge scritta dal suo stesso governo nel 2002.
Detto questo, voglio però dire anche che per converso il clima che si respira nella base è sempre buono. Ai circoli del PD c’è grossa partecipazione, buon umore, voglia di fare e consapevolezza della necessità di tirare fin in fondo il filo dell’innovazione se si vogliono la chiarezza e il cambiamento del quadro politico. Un atteggiamento di netta contrapposizione con il passato che, oltretutto, potrebbe essere premiante alle elezioni, in qualsiasi data si tengano.
 
P.S. Approfitto dell’occasione per salutare Oste della Malora, assiduo frequentatore e commentatore di questo blog, che ho infine avuto il piacere di conoscere qualche giorno fa al Circolo crocetta. Grazie per l’attenzione e la voglia di partecipazione, questo è già un grosso segno del cambiamento cui aspirano i cittadini e cui la politica deve dar voce

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1 commenta
  1. ostedellamalora says:

    complimenti per la striscia “cadute e ricadute” che oltre ad essere molto divertente è purtroppo anche tragicamente realista. ebbe ragione lei quando nell’ultima assemblea in villa d’oro dichiarò che si andava sicuramente al voto.
    ma aldilà delle molte parole che si possono spendere su molti argomenti a mio avviso ci vogliono delle idee nuove ed il coraggio di rischiare di essere impopolari.
    ad esempio tra gli argomenti della campagna elettorale si potrebbe citare il motivo della mancata cancellazione della vergognosa legge del governo berlusconi sui rimborsi elettorali durante il governo prodi.chiaramente diamo per scontato che ci saranno tutti le altre argomentazioni riscontrabili oggettivamente circa la positività del governo prodi.
    in aggiunta vorrei suggerire una iniziativa per tentare di coinvolgere i giovani visto che è inutile negarlo si è registrata una presenza molto bassa nelle assemblee per i circoli.
    un questionario che potrebbe essere diffuso nelle scuole superiori agli studenti di 4° e 5°anno il cui titolo potrebbe essere:i giovani e la politica quali proposte per un mondo della cosa pubblica trasparente e piu’ vicina alle persone?
    l’ipotesi di formato su un unico foglio con alcune domande, max 3/, del tipo :
    ritieni che i cittadini giovani possano essere attori protagonisti della pubblica amministrazione?
    ritieni che la non partecipazione possa essere utile per migliorare?
    scegli uno dei quesiti e formula una tua sintetica proposta.
    le idee /proposte verranno valutate dagli stessi studenti delegati dai vari istituti e le prime 10 saranno premiate o altro.
    il patrocinio deel’iniziativa dovrebbe essere una fondazione oppure un ente “super partes”.
    disponibilità del sottoscritto per l’analisi,studio e fattibilità della proposta.
    cordiali m.g.

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