RITORNO AL PASSATO

14 Feb
14 febbraio 2008

Prima di lasciarmi andare all’invettiva per il clima da caccia alle streghe che sembra accomunare una serie di accadimenti di ieri, voglio esprimere tutto il mio dolore per la morte del nostro militare in Afghanistan, di cui si ha avuto notizia poc’anzi. Fatti luttuosi come questo mi lasciano sempre pieno di tristezza e sinceramente partecipe nei confronti del dolore dei familiari.
Si somma a questo sentimento una sorta di inquietudine che mi arriva dalla consapevolezza che si stanno creando le condizioni per uno sgradevole ritorno al passato dentro al Paese, a livelli diversi e tutti preoccupanti.
Per iniziare, basta citare la consueta performance del Cavaliere ieri sera a Porta a Porta: uno spettacolo trito e quasi stanco, che ha dato la brutta sensazione di vivere un dejavu. Berlusconi è partito con i consueti spot, pur facendo quasi fatica a decollare, forse perché ad alcune delle sue promesse non riesce più a credere nemmeno lui. Eppure, anche così, ha lanciato un segnale preoccupante, tessendo le lodi di quello che il suo governo ha fatto durante la passata legislatura: l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno, infatti, è che Berlusconi ritorni al potere commettendo le stesse nefandezze dell’ultima volta.
Secondo episodio di ieri che lascia onestamente sbigottiti è l’anatema della Chiesa contro la scena di sesso dell’ultimo film con Nanni Moretti, Caos Calmo: un anatema tanto più assurdo perché corredato di spiegazioni su come dovrebbe essere una buona sceneggiatura in questi casi. Quella del Vaticano è un’intrusione davvero incomprensibile, che pare appartenere a un’altra epoca storica, quella, per intenderci, antecedente alle grande battaglie degli anni 70 per i diritti civili.
E proprio a questo si collega il terzo, e più doloroso, episodio della giornata di ieri, ovvero il blitz dei Carabinieri in corsia a Napoli, dove una donna era sospettata di aver abortito illegalmente dopo una soffiata anonima. A parte il dolore e l’umiliazione per la donna nel giorno forse più brutto di un’intera vita, risulta quasi impossibile credere che si sia tornati a mettere in discussione la 194, che è stata per milioni di donne una conquista enorme, capace di togliere la vergogna, la mortificazione e anche il rischio di finire sotto i ferri di qualche pericoloso ciarlatano.
Corresponsabile di questo clima da caccia alle streghe è Giuliano Ferrara, che da buon demagogo capace unicamente di alzare steccati ideologici ha lanciato l’ennesima provocazione con la proposta della moratoria sull’aborto. Un gesto che pare remare contro il Paese, contro il senso di libertà e di giustizia ma, per altri versi, anche contro l’europeismo di cui per fortuna possiamo ancora farci forza.
Non ci sono dubbi che la 194, come qualsiasi legge, possa essere migliorata: non sono un dottore e non sono in grado di entrare nei dettagli, ma è chiaro che, fermo restando il suo nucleo concettuale, si può lavorare per esempio in direzione di una maggiore prevenzione dei casi di aborto e di sostegno alla maternità e alla responsabilità genitoriale e ai temi stessi dell’aborto. La legge in sé, però, non può e non deve essere messa in discussione, pena il ritorno a un’Italia irrigidita e meno libera. L’episodio di cronaca che ha interessato in questi giorni un comune del modenese, con un’ostetrica che svolgeva pratiche abortive in locali non adibiti, ne è un esempio lampante e inaccettabile.
In una delle nostre ultime riunioni al Senato, parlando proprio della legge sull’aborto, la senatrice Finocchiaro evidenziò il rischio di una strumentalizzazione di questo tema delicatissimo, e invitò le donne del PD, tutte quante, a firmare un documento unitario. Il documento in effetti è ormai definito e, una volta ultimato, lo pubblicherò qui per mettere in luce la posizione del partito, e delle donne, su un tema così importante, che non va lasciato in mano a chi intende brandirlo come una clava ideologica.
 
P.S. Questo insieme di considerazioni costituiscono già di per sé buone ragioni per sostenere con entusiasmo il PD per una nuova Italia!

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3 commenti
  1. michele gallo says:

    caro senatore,
    mi ripeto ma come sempre le sue analisivanno al nocciolo dei problemi.E innegabile che il cavaliere stia occupando tutti gli spazi televisivi,infatti ha anche partecipato questa mattina a ‘uno mattina’ ed ha concluso con il solito slogan ‘rialzati italia’.
    IL problema è che il cavaliere pur ripetendo cose alle quali forse non crede neanche piu’,può risultare convincente nei confronti della casalinga che mentre lui parlava con Luca Giurato stava per uscire di casa per andare a fare la spesa.
    Credo che dobbiamo difenderci con modalità differenti ad esempio spiegando bene alla gente le motivazioni di certi comportamenti del passato governo:ad esempio l’errore, perchè si è rivelato tale,di sperare che compagini di governo diverse potessero tirare il carro in una unica direzione.Ma questo è il passato Guardando al presente ed al futuro credo che gli elettori non potranno che apprezzare i metodi trasparenti che il pd sta adottando in merito alla composizioni delle liste.
    Poi caro senatore l’accordo con italia dei valori darà dei risultati migliori di quello che si può immaginare il dott di pietro è una persona ritenuta soprattutto onesta ed interpreta molti argomenti dell’antipolitica in modo propositivo per un cammbiamento radicale nel modo di far politica nel nostro paese.
    Ferrara come possiamo definirlo?Un opportunista che in questo momento ha pensato bene di presentarsi come portavoce di un tema universale quale è l’aborto che in italia è regolato da una legge che ha prodotto buoni risultati.Mi viene però il sospetto che la cosa che veramente interessa a Ferrara siano i rimborsi elettorali e non è il solo ad avere tali interessi.A proposito di rimborsi elettorali o sarebbe meglio chiamarli con il loro vero nome cioè finanziamento pubblico dei partiti, se non ricordo male ci fu anche un referendum abrogativo, non si può far nulla per modificarlo? Anche perchè come sappiamo in questo caso per circa tre anni il rimborso/finanziamento sarà doppio per via della “piccola” modifica fatta negli ultimi mesi del governo del cavaliere che però andava bene a tutti i partiti.(forse l’idv ha tentato di modificarla durante l’ultimo governo ma si è ritrovato ad essere da solo).
    Credo che possiamo e dobbiamo essere ottimisti.
    cordiali m.g.

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  2. Caropreso Achille says:

    Caro Giuliano, ormai i cittadini italiani sono smaliziati e non cadono più nella trappola del cerone, dell’ abbronzatura con le lampade, del trapianto di capelli, delle scarpe con il rinforzino per sambrare più alto o – peggio ancora – dei ” misteriosi” tratteggi di penna fatti sul foglio bianco, pensando di dare l’ impressione di fare chissà che cosa: Berlusconi ormai è il nulla e lui stesso ne è consapevole. Siccome, però, è astuto come una volpe, lui è comunque consapevole che tanti italiani, in questo momento di depressione e difficoltà, potrebebro dare a lui – turandosi il naso – lo scettro del comando, come a dire: ” siamo tanto stanchi: fa’ tu quello che vuoi, basta che ci dai panem et circenses, cioè ci riduci le tasse e ci dai tante partite di calcio in TV”. Credimi, il rischio esiste. Cos’ altro dire: non so cosa farà Fini, ma non penso che ci parli della necesità di tutelate il focolare domestico, né ci rocorderà il family day: è meglio lasciar perdere visto che di famiglie ne ha due. Idem il suo concittadino Casini, più tormentato di Amleto. Per il Partito democratico le possibilità di vittoria ci sono, anche se il peggior nemico è il comprensibile qualunquismo di chi vive nel terrore degli ” extra” ( loro, la CdL, chiama così gli extracomunitari), delle tasse per pagare i servizi sociali agli ” extra” e degli autovelox che servono a fare cassa alle giunte ” comuniste”: credimi, far leva su tali sentimenti porta molti voti. Comunque, l’ importante è che Veltroni non cada nella trappoola di rincorrere il cavaliere ( lo scrivo con la ” c” minuscola, quello con la ” C” maiuscola era tutto sommato ad un livello un po’ più alto, anche se sappiamo come finirono le cose….).Anzi,Veltroni faccia tutto il contrario di ciò che normalmente fa Berlusconi: gli italiani se ne renderanno conto e – chissà – forse lo premieranno. Un saluto ed in bocca al lupo. Achille Caroperso

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  3. anna maria corposanto says:

    Caro senatore, di tutto ciò che sta accadendo in questo periodo pre-elettorale, una cosa mi preoccupa molto: che molti, ma proprio tanti, rinuncino ad andare alle urne. Un esempio sono i miei figli de-voti, che di andare a votare ad aprile non ci pensano proprio. E, ammetto, mi sento anch’io un po’ confusa. Ormai votare oggi non appare più questione ideologica o valoriale ma scelta di (libera?) circolazione: andare a destra, sinistra o al centro? E’ risultato evidente che due diverse direzioni prese contemporaneamente non funzionano: molti politici s’incasinano, abituati come sono a percorrere solo sensi unici o a fare rapide inversioni a U, appare chiaro che non sanno più ‘guidare’ e di rifare esami di guida, alla loro età, non se ne parla proprio. Ai vari inviti “Prego, circolare…!” – che potrebbero essere anche intesi come appelli alla responsabilità – loro cosa fanno? chiedono nuove elezioni. Ed eccoci qua.
    Ma non demordo, m’impegnerò a chiarirmi le idee, valutare programmi e promesse anche se, al momento, nello scenario di questi giorni mi sembra circoli solo una domanda, alla Totò: “Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?!”.
    E una cosa è certa: ad aprile ci tocca rispondere!
    Cordialmente. AM

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