UNA SFIDA IMPORTANTE

20 Feb
20 febbraio 2008

Alla magnifica isola di Cuba mi legano in particolar modo due cose: una lontana conoscenza con Vando Martinelli, il funzionario del Pci trasferitosi nel mare dei Carabi trent’anni or sono, e lo stupendo ricordo di uno dei posti più belli del mondo.
Sono stato a Cuba anni fa durante una breve vacanza. Colsi l’occasione per chiedere al ministro della Cultura dell’isola l’autorizzazione per una mostra che avremmo realizzato qui a Modena. Fu quello l’aggancio a Martinelli, che qualunque modenese in visita cubana ha il piacere di incontrare, il quale mi condusse poi a conoscere anche aspetti diversi della vita del posto, per esempio un bellissimo balletto dell’Opera nazionale di Cuba. Uno spettacolo suggestivo, ambientato in un teatro nel centro dell’Havana, perfetto specchio della realtà circostante, fatta di palazzi bellissimi ma fatiscenti, con questo stile coloniale di cui rimangono alcuni fasti – i colori vivaci, le architetture suggestive – ma in cui sono anche evidenti e impietosi i segni del tempo, in un degrado progressivo che coinvolge tutto. Sono suggestivi i palazzi, ma anche le grandi macchine anni 50 con i motori più volte rattoppati che ancora circolando tossicchiando, le piazze in cui troneggiano le immagini del Che, diventato per uno scherzo del destino sì simbolo della Rivoluzione ma anche prodotto consumistico per antonomasia.
Nel declino di quest’isola favolosa – Cayo Largo è senza ombra di dubbio uno dei posti più belli che io abbia mai visto – si intravedono di certo le responsabilità dell’imperialismo americano e dell’embargo imposto a detrimento più della popolazione che del potere, come spesso succede con misure di questo tipo. Ma è altrettanto innegabile che a Cuba, nonostante una politica sanitaria e scolastica capace di ottenere risultati di indiscussa eccellenza, alla popolazione sia mancata quella libertà che è la base della democrazia così come noi la intendiamo.
Eppure, anche così ai cubani viene oggi a mancare un leader storico e carismatico, un personaggio accentratore e per molti versi estremamente difficile, la cui carica originaria si è probabilmente persa nel corso degli anni, ma la cui scomparsa dalla scena politica comporta una transizione estremamente sofferta per la popolazione. Il passaggio a una democrazia vera, considerata la scarsa autorevolezza del fratello Raul, non sarà indolore. Il rischio è che in un momento delicato si verifichino forzature, tentativi di manipolare la situazione, come più volte si è visto in altri contesti nel passato. Mi auguro vivamente che ciò non succeda: l’auspicio è che Cuba possa mantenere la propria identità riuscendo ad aprirsi alla democrazia. Una sfida difficile per un popolo straordinario.

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1 commenta
  1. maria says:

    Temo che Cuba abbia bisogno di molto altro tempo prima di poter veramente affornatre una transizione democratica. E temo che il rischio che gli americani ci mettano sopra le mani sia altissimo.

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