NON SI PUO’ MORIRE SUL LAVORO

06 Mar
6 marzo 2008

I cinque operai morti a Molfetta per un incidente sul lavoro – ultimi in un’infinita catena di stragi che anche oggi ha visto una vittima nel milanese – hanno riportato alla ribalta delle cronache l’emergenza delle morti bianche, di cui a lungo si è discusso, senza tuttavia riuscire a spezzare il drammatico stillicidio quasi quotidiano.
Il consiglio dei ministri dovrebbe infatti votare oggi i decreti attuativi del testo unico sulla sicurezza, fortemente voluto dal ministro Damiano: se si riuscirà a raggiungere un’intesa con Confidustria, le cui lamentele contro l’asprezza delle sanzioni paiono oggi quantomeno fuoriluogo e irricevibili, diventeranno finalmente operativi. Un provvedimento importantissimo che rappresenta anche una chiusura dignitosa e degna per il governo Prodi, che proprio al tema della sicurezza sul lavoro ha dedicato molta attenzione, prevedendo risorse sia nel 2007 che nella Finanziaria 2008 per la nomina di nuovi ispettori deputati al controllo dei luoghi di lavoro.
Anche il Partito Democratico ha voluto ribadire con forza il tema della dignità del lavoro, in tutti i suoi aspetti. Quello sociale, nel rispetto della sua funzione e della sua importanza, contro i modelli oggi prevalenti del rampantismo e delle carriere facili; quello retributivo, per ripristinare livelli decorosi di retribuzione che restituiscano al lavoratore la propria dignità, e infine quella della sicurezza del luogo di lavoro, che si esprime innanzitutto in ampie iniziative di prevenzione e di controllo: quasi paradossalmente, infatti, a fronte di un mondo lavorativo con barriere all’ingresso quasi insormontabili, si trovano situazioni in cui persone con non sufficiente preparazione o esperienza o protezione si vedono costrette a eseguire lavori pericolosi o non adeguati.
Un tema, questo, inaccettabile in un paese civile dell’epoca moderna: proprio per questo anche a livello regionale, nella costituzione del PD, abbiamo discusso a lungo dell’alleanza dei lavoratori e imprenditori, che deve tradursi in primis nell’accettazione delle regole da parte datoriale.
Il nuovo corso della politica di dà un’occasione importante per intervenire su uno dei fenomeni più tragici del nostro tempo: l’augurio è di saperla mettere a frutto, mettendo al centro delle scelte l’etica delle responsabilità dei singoli e delle organizzazioni. Inutile dire che in questo quadro la collaborazione di Confindustria e delle parti datoriali in genere riveste un ruolo estremamente importante.

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