TRE PUNTI PER IL RILANCIO

13 Mar
13 marzo 2008

Non saranno certo sfuggiti a chiunque abbia letto i giornali in questi giorni i segnali allarmanti che vengono dai principali indicatori economici. Il prezzo alto, per non dire folle, del petrolio, sommato al cambio tra euro e dollaro chiaramente sbilanciato verso la prima valuta costituiscono infatti due elementi di forte instabilità, che si fa tanto più sentire in un Paese come il nostro che da tempo ormai è fortemente soggetto agli scossoni dei mercati internazionali.

È bene però non fasciarsi la testa con previsioni eccessivamente nefaste, visto che alcuni segnali positivi ci sono. La crescita dei Paesi dell’Est asiatico, sebbene rallentata, c’è ancora e traina l’economia mondiale. In questo quadro, poi, gli italiani hanno dimostrato nel 2007 di saper rispondere bene alle sfide globali, recuperando quote importanti di export, grazie anche al circolo virtuoso innescato con le politiche di sostegno alla crescita e di risanamento dei conti pubblici messe in atto dal Governo Prodi.

Sulla stessa linea intende muoversi il Partito Democratico, il cui programma ha tre capisaldi importanti. In primis la riduzione del deficit e della spesa pubblica, intervenendo in particolar modo sulle sacche di inefficienza per recuperare risorse desinate ai ceti meno abbienti e alle infrastrutture – un risanamento, sia detto per inciso, che come è stato da più parti riconosciuto tocca sempre ai governi di sinistra fare, nonostante Berlusconi vada in giro a blaterare di pesante eredità sui conti. Proprio oggi poi Veltroni ha presentato il progetto per l’abbassamento del prelievo fiscale sull’Irpef, che sarebbe una tantum quest’anno e poi regolarmente di un punto percentuale per i prossimi 3 anni, fino a portare l’aliquota più bassa dal 23 al 20%. Un piano ben definito per abbassare la tassazione sul reddito da lavoro e da pensione, cui potrebbe aggiungersi un’ulteriore misura costruita sulla base di un meccanismo regolatorio (da affidare alla contrattazione decentrata) per far sì che all’aumento della redditività dell’impresa, cui concorrono i lavoratori, corrisponda per loro la possibilità di partecipare ai benefici della ricchezza prodotta.

Infine, ultimo tassello per il rilancio, è la semplificazione e la velocizzazione del sistema economico: in parole povere, eliminare tutte quelle incrostazioni costituite da rendite di posizione, privilegi, rallentamenti burocratici, in modo da poter fertilizzare il mercato e l’economia.

Si tratta, specie nell’ultimo caso, di un impegno estremamente importante, che difficilmente gli elettori possono pensare di vedere portato a termine dalla destra, considerato che proprio tra le fila della destra si trovano molti di quelli che non hanno alcun interesse al superamento delle suddette rendite. Basti pensare allo stesso Berlusconi e all’asfittico mercato radiotelevisivo per capire cosa intendo dire.

Di tutti questi temi, e in generale del programma del Partito Democratico, parlerò nel dettaglio domani sera, insieme a Mariangela Bastico e al segretario comunale Giuseppe Boschin, in un incontro con i cittadini modenesi. L’appuntamento è per le 21 presso la sala Polivalente Gino Pini in via Pio La Torre 61. Spero di trovarvi lì per parlare insieme di futuro e della costruzione di una nuova Italia.

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1 commenta
  1. Antonio says:

    Caro Barbolini,
    ho un’anima divisa in due, per citare un vecchio film di soldini, nel senso che ho un sensazione positiva circa l’avanzata del Pd ma ho una più generale visone sconfortante per quello che riguarda questo paese. Non c’è più energia, non c’è più voglia di fare, i giovani non hanno fiducia nel futuro, le persone di mezza età cercano di tirare i remi in barca e di salvare il salvabile. Sto iniziando a pensare di traferirmi in Spagna dove sembra che tante cose siano fatte per i giovani, per assicurare il loro futuro. Insomma vorrei il diritto alla serenità, che in Italia mi sembra precluso!

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