IL FUTURO CI ASPETTA

11 Apr
11 aprile 2008

Ho sentito molti dire che quella appena conclusa è stata una campagna elettorale piatta. Confesso di non averla quasi seguita in televisione, e quindi probabilmente di essermi perso il peggio: i soliti slogan consunti, gli insulti logori, gli schematismi ormai ridicoli. Per quel che mi riguarda, però, come molti altri candidati del Pd, a partire da Veltroni, ho cercato di costruire una campagna elettorale basata sul contatto con la gente. Parlare con le persone, ascoltare quello che avevano da dirmi, raccoglierne gli umori, i desideri e le sfide.
Sono stato a volantinare davanti ai mercati, alle mense e ai parchi, costruendo una campagna elettorale di vicinanza. E ho così capito due cose importanti. La prima è che il vero e concreto problema delle persone è la perdita di potere d’acquisto. Esiste una necessità estrema di ridare a pensionati e a chi percepisce salari minori un po’ di respiro, e anche un po’ di dignità. Per questo la prima cosa che faremo se vinceremo le elezioni sarà intervenire proprio sui salari e sulle pensioni, combattendo contemporaneamente i rincari dei prezzi.
La seconda cosa che ho percepito nettamente nel contatto con le persone è un diffuso senso di sfiducia, quando non un vero e proprio sentimento di antipolitica. Se da una parte si tratta di uno stato d’animo qualunquista  cui la destra fa l’occhiolino, dall’altro cela però una frustrazione nei confronti di quello che la politica ha promesso senza riuscire a fare, per le occasioni sprecate.
Su questo noi possiamo e dobbiamo intervenire. La novità dirompente del Partito Democratico, la semplificazione, la chiarezza, la linearità, che in molti elettori hanno intuito, potranno permetterci se i cittadini ci daranno la loro fiducia di poter agire in modo rapido e coerente, efficace, senza subire veti e ricatti.
Esistono delle prospettive di reale cambiamento sul piano politico, e per poter dar loro seguito è importante che anche i cittadini sfiduciati e guardinghi si affidino al Partito Democratico: le conseguenze innovative sarebbero inarrestabili, tali da convincere anche i più refrattari a mettersi a correre.
D’altra parte, gli scenari alternativi sono così deprimenti e preoccupanti che non si può far finta di nulla. La mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, le allusioni a personaggi dal passato poco chiaro (per non dire sporco), le accuse conto la magistratura… Beh, rimandano a storie già viste e realmente sconcertanti, di cui tutti abbiamo veramente bisogno di fare a meno.
Non posso quindi che invitarvi a pensare al passato e al futuro, al momento del voto, chiedendovi se volete un futuro che già avete conosciuto o un futuro nuovo, vibrante e pieno di cambiamenti. Perché questo è quello che il Partito Democratico vuole costruire.

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1 commenta
  1. Federico says:

    Speriamo di farcela Senatore! Stamattina non riesco a lavorare, aspetto gli exit poll con la stessa paura degli esami all’università. Questa volta la vittoria è imortantissima. Se riusciamo a farcela Berlusconi va a a casa e per sempre. E forse dalla sua fine politica potrebbe nascere un centrodestra più serio. Che non faccia così paura come quello attuale. Dunque in bocca al lupo a lei, a noi, a tutta l’Italia
    Federico

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