RIFLESSIONI SPARSE

03 Apr
3 aprile 2008

Attesa e promessa più di un’apparizione sacra in tempi di carestia, la cordata tanto magnificata dal Cavaliere per salvarci dalle angherie dei francesi ancora non si è materializzata. Né è parso di sentirla menzionare nel giorno della verità, si legga oggi, quando AirFrance esasperata ha abbandonato il tavolo delle trattative. Berlusconi se ne sta ben lontano dai riflettori e fischietta, probabilmente nel timore che qualcuno inizi finalmente a chiedergli conto delle sue parole. Azione cui, ormai lo sappiamo, non è certo abituato, ma l’augurio è che si possa aprire una stagione nuova, magari col supporto degli organi di informazione: nel caso non dovessero farlo loro, proveremo noi qui in questo modesto spazio a riportare il tema alla ribalta, di quando in quando.
Intanto, nel baillame generale, il dato di fatto è che l’Italia ha perso l’unica occasione vera per non far fallire la compagnia di bandiera. E se certo è vero che ognuno fa il proprio mestiere, in primis i sindacati, lo è altrettanto che Spinetta è stato l’unico a mettere sul piatto un vero piano industriale: forse discutibile, certamente perfettibile, probabilmente duro, ma vero, reale, concreto.
Adesso che la possibilità di vendita sembra essersi chiusa, e il Governo non ha più corde al suo arco avendo già fatto tutto il possibile, se non di più, si può giocare a immaginarsi chi pagherà il prezzo di tutto questo. Non certo il Cavaliere e i suoi, che tanto hanno contribuito a far saltare l’accordo. Nemmeno Spinetta, che ha perso una buona occasione ma che continuerà felice e contento a far solcare i cieli del mondo dalla sua flotta. Il prezzo, come ovvio, lo pagano gli italiani, i lavoratori non specializzati della compagnia e i cittadini tutti, che la vedranno fallire nonostante il denaro pubblico iniettato negli anni, con qualcuno che la porterà via per niente.
Insomma, la classica situazione all’italiana, di un’Italia che si ostina a ignorare la realtà e non ha mai lo scatto di coraggio necessario a risolverla.
E parlando di situazioni all’italiana, fin troppo facile collgersi all’ennesimo pasticciaccio brutto del Cavaliere, per dirla con Gadda. Per riammettere Pizza, suo alleato, alle elezioni, si è creato ulteriore confusione, sconcerto e disaffezione nei confronti della politica tutta. Una riflessione conclusiva appare quindi dovuta: se Berlusconi crea confusione anche prima di arrivare alle elezioni, come pensa di riuscire a governare il Paese?

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