IL DEBUTTO DEL GOVERNO

22 Mag
22 maggio 2008

Non ci sono dubbi che, almeno a livello d’immagine, il nuovo Governo Berlusconi sia partito con il piede giusto. Il primo consiglio dei Ministri tenutosi ieri a Napoli ha saputo rispondere al vento che soffia sul Paese e che su molte questioni richiede un forte intervento pubblico, con la necessità di imprimere nei cittadini un’idea di maggiore autorevolezza dello stato.
Il Cavaliere sembra muoversi in questa direzione con alcune delle scelte comunicate anche se, come sempre, bisognerà aspettarlo alla prova dei fatti per capire quale sarà l’applicazione concreta delle norme e delle intenzioni scritte su carta. Specialmente sul tema rifiuti, per valutare il successo del Governo sarà determinante verificare se chi fino ad oggi ha impedito la risoluzione del problema, spesso muovendosi nell’illegalità, lascerà che i lavori seguano il proprio corso.
Eppure, pur nella sintonia tra i primi provvedimenti del Berlusconi quater e l’umore dell’Italia, alcuni dei provvedimenti comunicati ieri lasciano perplessi. In tema di sicurezza – per la quale il nuovo premier ha potuto recuperare una buona metà del lavoro fatto dal precedente governo, causandoci l’amarezza di non essere riusciti a votare noi quei provvedimenti – non convincono il reato di immigrazione clandestina ma nemmeno l’ipotesi di aggravare le pene quando i reati sono commessi da irregolari: l’aggravante sembra lavorare infatti unicamente in direzione dell’equazione clandestino uguale criminale.
Ma anche l’idea di attribuire maggiori poteri ai sindaci per i fenomeni di pericolosità urbana – ipotesi peraltro nata nella precedente legislatura – credo possa creare confusioni, sovrapposizioni e intralci tra le forze dell’ordine e i sindaci, rischiando di risultare meno efficace di quanto non possa sembrare.
Diverso invece il discorso per i temi che riguardano la finanza. Se alcuni dei provvedimenti individuati da Tremonti sono indubbiamente affini alle richieste dei cittadini, per esempio la possibilità di ridiscutere i mutui, altri lasciano intuire come il nuovo Governo Berlusconi si impegnerà non tanto per le fasce più basse e più deboli della popolazione, ma punterà più in alto. Sembrano dimostrarlo la scelta di estendere l’esenzione dell’Ici oltre i beneficiari individuati dal Governo Prodi, e quindi indirizzandosi sulle fasce medio-alte, anche se non su quelle dei ricconi, e la detassazione dello straordinario che esclude ampissimi strati di popolazione: dai dipendenti pubblici a coloro che non vengono retribuiti per le ore extra di lavoro, passando per le donne, che normalmente segnano meno ore di straordinario degli uomini perché impegnate in famiglia. Insomma, si delineano dei profili di sperequazione che avrebbero potuto essere eliminati redistribuendo a chi ha più bisogno.
Vedremo se col tempo Berlusconi e la sua squadra di governo sapranno correggere il tiro o se continueranno a muoversi sui binari che ben conosciamo.

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