IL RESTYLING DI BERLUSCONI

16 Mag
16 maggio 2008

Alle prime uscite pubbliche dopo la vittoria delle elezioni, Berlusconi pare francamente irriconoscibile. Al posto del sobillatore che con metodica tenacia nei due anni di Governo Prodi ha osteggiato qualsiasi soluzione condivisa, qualsiasi dialogo, demonizzando la maggioranza, oggi ci troviamo di fronte un agnellino, un maestro di tranquillità e pacificazione, aperto al confronto, alle riforme bipartisan e interessato solo al bene del Paese.
Un personaggio talmente diverso dal Cavaliere da non sembrare nemmeno lui. E c’è infatti qualcosa di irreale e stucchevole in queste prime mosse del padre-padrone del Popolo della Libertà, che ha raccolto il voto degli italiani presentandosi come il risolutore di qualsiasi problema – gli stipendi sono bassi? Bene li alzeremo! Gli immigrati fanno paura? Li mandiamo via! – con una chiave probabilmente più rassicurante di quella innovativa  scelta del PD ma che, alla prova dei fatti, non ha ancora un progetto concreto per affrontare i problemi.
A fronte infatti di una serie di urgenze sul tavolo, il neogoverno guidato da Berlusconi sta rispondendo con proposte quantomeno vaghe, quando non imbarazzanti. Emblematica è la questione dell’immigrazione, per la quale nei pressi di Arcore ci si ostina a ignorare che esistono trattati internazionali e accordi che non possono essere violati, pena l’espulsione dall’Europa. Ma una scomunica europea potrebbe arrivare anche per i conti pubblici, se non ci si attenesse alla linea del rigore avviata da Prodi e Padoa Schioppa, o per il settore importantissimo delle liberalizzazioni in funzione di una maggiore competitività del sistema Italia.
Insomma, aldilà delle rassicurazioni formali, il nuovo governo è chiamato ora alla prova dei fatti. Vedremo cosa sarà in grado di fare, tenendo sempre a mente che l’unico modo per progredire è innovare. Una parola che a Berlusconi e ai suoi suona quanto mai sgradita, anche perché è su questa che potrebbe consumarsi presto la luna di miele con l’opinione pubblica e le aspettative del Paese.

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