LE SCELTE DI UNA SOCIETA’ IN CRISI

02 Mag
2 maggio 2008

n queste due settimane trascorse dalle consultazione elettorali, e nei giorni seguenti ai ballotaggi per le amministrative, più volte abbiamo detto che uno dei primi compiti del Partito Democratico dovrà essere un’analisi approfondita sui perché del voto e del massiccio spostamento a destra del paese. I primi, e sconfortanti, dati che arrivano dal Regno Unito, però, obbligheranno forse ad allargare il campo di riflessione: in Gran Bretagna, seppur in elezioni amministrative, il Labour ha infatti subito una sconfitta schiacciante, che lo ha fatto precipitare al terzo posto nel paese, dopo i Conservatori e perfino i Liberal Democratici, normalmente fanalino di coda della politica inglese. Una debacle accentuata dalla probabile perdita anche di Londra, finora retta – e bene, a detta di tutti – dal sindaco Livingstone, detto anche Ken il Rosso.
A guardare e riflettere sui dati viene quindi da pensare che questo fenomeno di spostamento a destra degli umori e degli equilibri sia probabilmente correlato alla particolare situazione mondiale di insicurezza, con la crisi economica e finanziaria a bussare alla porta dei consumatori e, di rimando, a quella dei governi, in cerca di soluzioni o, quantomeno, di rimedi. Una crisi partita in modo virulento dagli Stati Uniti, oggi sul bordo di una recessione che si sta provando a scongiurare in qualsiasi modo, e sentita in particolare proprio in Gran Bretagna, ma con riverberi un po’ dappertutto in Europa.
Il sospetto è che in momenti di aperta difficoltà economica e sociale gli elettori percepiscano le risposte politiche della destra come più rassicuranti o affidabili. La semplificazione che guida di norma le scelte del centrodestra, i problemi affrontati con proclami, le certezze che offrono a piene mani pur nella consapevolezza di situazioni congiunturali estremamente complesse, sono evidentemente più attraenti per gli elettori, che si sentono maggiormente protetti o tutelati. Un meccanismo simile a quello scattato nei cittadini quando è stato chiesto loro di ratificare tramite voto la Costituzione dell’Unione Europea: per paura o per protezionismo, si sono ritratti, rimandando o bocciando la ratifica del trattato. Analogamente, in momenti di forte incertezza, le suggestioni della destra sembrano apparire più affidabili agli elettori che chiedono protezione.
Resta quindi da interrogarsi sul perché il centro sinistra non abbia saputo comprendere, in Italia e altrove, quale fosse la profondità del malessere e della crisi all’interno della società, non riuscendo quindi a produrre risposte adeguate. Un problema su cui bisognerà riflettere nel futuro prossimo, anche nella definizione delle linee di azione del PD all’opposizione.

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