IN NOME DELLA SICUREZZA CALPESTANO LA LEGALITA’

25 Giu
25 giugno 2008

Oggi a Roma c’è un sole caldissimo e un cielo azzurro limpido. Ma dentro l’aula del Senato il clima è ancora grigio e pesante sull’onda di quanto accaduto ieri.
Si è trattato di una pagina nera per il governo e per la maggioranza che lo sostiene, ma soprattutto per il Paese.
E’ passato il cosiddetto “Decreto sicurezza”, che rappresenta uno dei più gravi provvedimenti degli ultimi anni per le modalità con cui è stato approvato e per le implicazioni che porta con sé.
Con questa scelta il centro destra ha sfruttato la legittima aspirazione dei cittadini ad una maggiore tutela per affiancarvi, con un vero e proprio colpo di mano e senza alcun nesso logico, un provvedimento che nulla ha a che fare con la sicurezza. Anzi. Cozza frontalmente proprio con l’esigenza di avere una giustizia certa su quei reati che tanto colpiscono l’opinione pubblica e i cittadini. Se da una lato finge di garantire sicurezza, dall’altro colpisce al cuore qualsiasi principio di legalità.
L’emendamento “salva-premier” collegato al decreto senza un preventivo parere del Capo dello Stato, non solo mette al riparo il presidente del Consiglio dal processo in corso a Milano, ma sospende tantissimi processi avviati proprio per punire quei reati che destano un grande allarme sociale. Quindi, se da un lato si afferma che si userà il pugno di ferro contro i clandestini, dall’altro si sospendono processi che riguardano reati percepiti come molto gravi dai cittadini.
Il provvedimento produrrà effetti gravissimi sulle aspettative di giustizia di tante vittime e sulle attese di risarcimento avanzate da cittadini colpiti da reati particolarmente odiosi. Allo stesso tempo metterà in crisi l’intera macchina della giustizia, con conseguenze adesso difficilmente immaginabili.
Quello che colpisce, ancora una volta in questa maggioranza, è l’abuso della forza e del potere a tutela di interessi personali. Allo stesso modo osservo con qualche perplessità la mancata reazione dell’opinione pubblica, che di fronte ad un provvedimento di tale portata non ha fatto sentire la propria voce come la circostanza, invece, richiederebbe.
A commentare quanto sta accadendo è stata Famiglia Cristina, settimanale certamente autorevole in fatto di etica e di valori, che parla di “Il pacchetto sicurezza inquinato dal ‘complesso dell’imputato’”, sottolineando come “Il comportamento di Berlusconi è un’ossessione personale che ha il sopravvento sui problemi del Paese”.
E’ chiaro che il premier e la sua maggioranza stanno correndo contro il tempo e contano di beneficiare della luna di miele ancora in corso con gli elettori e il Paese.
A correre troppo veloci, però, si rischia di cadere. Tanta frenesia potrà mostrare meglio ai cittadini cosa ci sia veramente dietro la rappresentazione che ogni giorno viene mandata in onda.

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