TREMONTI, PALADINO DEGLI INDIFESI

04 Giu
4 giugno 2008

Con tutte le attenzioni e i tributi di affetto che gli provengono da più parti, è giusto che anche noi oggi ci occupiamo del rinato ministro Tremonti, tornato all’Economia dopo qualche anno di assenza sotto le spoglie di Robin Hood, paladino degli indifesi e anima candida dalle migliori intenzioni.
Un maquillage capace di far passare in oblio i cinque anni già trascorsi a occuparsi dei soldi degli italiani con risultati vieppiù modesti, per non dire disastrosi. Ma si sa quanto sia grande il potere della demagogia, e Tremonti ne è profondo conoscitore parlando dagli schermi della Tv delle preoccupanti conseguenze della globalizzazione, dei petrolieri troppo ricchi, della profonda amarezza per le sorti dei cittadini.
E se qualche spicciolo ai più rimarrà in tasca con l’abolizione dell’Ici prima casa, sarebbe bene chiedersi quanti e quali altri servizi il buon ministro abbia decurtato per riuscire nell’impresa: la sensazione è che gli italiani se ne accorgeranno quando, per far funzionare il trasporto pubblico e in assenza di altre risorse, i Comuni saranno costretti ad aumentare le tariffe di bus, tram e metro sui quali in milioni salgono tutti i giorni o a ritoccare le tariffe di altri servizi fondamentali per la vita delle famiglie.
A proposito di trasporti, vale la pena anche menzionare la politica dissennata del Governo su Alitalia, che fino a oggi oltretutto non ha prodotto alcun risultato: Ermolli, uomo di fiducia di Berlusconi e seduto nei Cda di molte società quotate, se ne va in giro a cercare volontari per la cordata che dovrebbe salvare le sorti magnifiche e progressive della compagnia, senza che qualcuno – non un giornalista, non un imprenditore – abbia mai denunciato il Governo di intrusione nel mercato. Vale la pena allora di ricordare agli smemorati quale fu la sorte del povero Rovati, consigliere di Prodi che, per avere suggerito su un appunto su carta intestata lo scorporo della rete di fibra ottica, fu costretto alle dimissioni e rischiò di trascinare con sé l’esecutivo.
A Tremonti e i suoi invece tutto è concesso: anche non ridistribuire, come invece stabilisce la legge Finanziaria 2008, il Tesoretto derivante dall’extragettito che, è stato appurato, esiste eccome. Ma il ministro lo terrà lì per chissà quali altre operazioni, e nessuno gliene chiederà conto.
Nel frattempo, per essere sicuro di scontentare tutti, Tremonti ha già parlato di una tassa per i petrolieri, con il risultato di indurli ad alzare ulteriormente le tariffe prima di subire gli effetti della tassa, che chissà se e quando mai arriverà. Così si allarga ancora il divario tra noi e gli altri Paesi europei e, possiamo essere certi, Tremonti non potrà che dare le colpe alla globalizzazione, all’euro e ai suoi predecessori.

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2 commenti
  1. ostedellamalora says:

    Caro senatore,
    di fronte ad un robin hood cosi ignobile non ce l’ho fatta a resistere ed eccomi qua dopo qualche mese di silenzio.
    Tutto vero e assolutamente condivisibile ci mancherebbe..
    Ma aldilà della denuncia che va fatta puntuale e con tutti i mezzi a disposizione,a noi poveri militanti,volontari,illusi,disillusi etc etc interessa sapere dai ns rappresentanti come si intende fare opposizione vera allo strapotere del governo.Un potere quasi a 360° che permette di far passare per opere di bene anche le malefatte piu’ palesi un esempio per tutti: la gravissima questione dei mutui.
    Non c’è tanto tempo da perdere ancora in analisi ,contro analisi,correnti di aria calda e fredda ed altre iniziative per” strade che non portano mai a niente…”perchè qui il DIO non è ancora morto e però le persone vanno anche aiutate a pensare con la loro testa altrimenti potrebbe diventare davvero molto dura la risalita.
    Un invito a continuare le iniziative per non perdere i contatti con le persone quasi come se fossimo ancora in campagna elettorale le risorse ci sono almeno qui a Modena..
    Cordiali M.Gallo

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  2. cosimo d'ercole says:

    Egregio senatore. ho appena finito di vedere sul tg4 un servizio che esaltava la robin hood tax. Questo bottino estorto ai “ricchi” verrà redistribuito tra i bisognosi con una card che permetta loro di risparmiare la strepitosa cifra di 400 euro all’anno per le loro spese. Dopo essermi asciugato le lacrime per la commozione, mi sono chiesto chi quest’anno avesse restituito agli italiani incapienti il bonus di 150 euro. Inoltre l’altro giorno mi sono recato presso un noto ipermercato di modena ed ho fatto benzina risparmiando più di 10 centesimi al litro. E pensavo che quell’ipermercato ha la possibilità di vendere benzina ( e farci risparmiare) grazie al famoso decreto bersani. Ma ovviamente al tg4 all’epoca si mostrava tutto il giorno la monnezza di Napoli che oggi grazie al nuovo governo sembrerebbe sparita….. (forse è stata gettata in una discarica abusiva nella foresta di Sherwood)

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