DA ROBIN HOOD ALLO SCERIFFO DI NOTTINGHAM

10 Lug
10 luglio 2008

Pare che il novello Robin Hood, ministro Giulio Tremonti, abbia qualche freccia un po’ spuntata.
Non ha fatto in tempo a presentare la tassa che, a suo dire, toglie ai ricchi per dare ai poveri, che da commentatori e analisti sono arrivate critiche autorevoli al provvedimento.
Ultimi in ordine di tempo, ma anche molto significativi, i rilievi mossi dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: “Il provvedimento riguardante l’indeducibilità parziale degli interessi passivi delle banche – dice il governatore – equivale a un maggior costo della raccolta di quasi 10 punti base. E’ difficile prevedere come quest’onere si ripartirà: in relazione all’evoluzione delle condizioni di mercato, esso potrà ricadere sulle condizioni offerte a depositanti e prenditori di credito, sui profitti distribuiti o sulle risorse accantonate al patrimonio".
Non è stato difficile essere buoni profeti quando, non meno di una settimana fa, sottolineavamo il rischio concreto che l’obiettivo dichiarato dalla manovra di Robin Tremonti fosse del tutto mancato, andando a colpire, ancora una volta, i soliti noti e cioè i cittadini.
Ma c’è un dato ancora più significativo affrontato dal Governatore; mi riferisco al potere di acquisto dei salari, paragonato addirittura a 15 anni fa: “L’aumento dei prezzi ha portato in un anno ad una riduzione del 3% del reddito disponibile – ha spiegato Draghi – e frenerà del 2% i consumi entro l’anno. I salari sono infatti tornati ai livelli di 15 anni fa, ma i costi del lavoro per le imprese italiane sono invece cresciuti del 30%, contro il 20% circa in Francia e di nulla in Germania. Questo divario fra la capacità di spesa dei lavoratori e la capacità competitiva delle imprese riflette la stentata crescita della produttività, la mancata discesa della elevata imposizione fiscale, l’effetto dell’inflazione: è alla base della stagnazione della nostra economia”.
Parole che non possono lasciare indifferente chi ha la responsabilità di governare. Dati che ai cittadini sono purtroppo ben noti nella vita di tutti i giorni, al supermercato come alla pompa di benzina.
E’ su questo che gli italiani chiedono di intervenire. Le faccende private del premier, le sue pendenze giudiziarie e l’utilizzo del Parlamento a fini personali, stanno mettendo in secondo piano la vera emergenza del Paese, quella economica e sociale.
Al paladino degli indifesi ci permettiamo di consigliare sommessamente una cosa: si guardi intorno, si informi sui costi e sui prezzi reali che i cittadini, ogni giorno, pagano di tasca propria.
E lasci stare Robin Hood. Il rischio è di essere scambiato per lo Sceriffo di Nottingham.

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1 commenta
  1. cosimo d'ercole says:

    Probabilmente tremonti ha scoccato la freccia per colpire i ricchi in favore di telecamere ma le stesse telecamere non hanno inquadrato dove è andata a finire la freccia e sopratutto chi ha colpito. l’unica cosa buona di questo governo, per ora, visti i precedenti, è che non sono stati fatti condoni (infatti il boom alle entrate sta continuando). speriamo che continui così perchè il bilancio dello stato piange.

    PS Complimenti per Sua interrogazione in Senato per la questione idonei alle Dogane. In effetti se lo Stato non assume personale per fare i controlli come si fa lotta all’evasione?

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