PER IL GOVERNO NAVIGAZIONE A VISTA

28 Lug
28 luglio 2008

Grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è affatto eccellente. Anzi.
L’ennesima furbata contenuta nell’emendamento alla finanziaria che chiude, di fatto, i contenziosi avviati da migliaia di lavoratori precari, è la dimostrazione di quanto scarsa sia la vicinanza della maggioranza ai problemi del paese.
L’emendamento è la prova tangibile della confusione di cui è preda il centro destra, vittima della propria fretta e del clima di perenne emergenza alimentato in tutti i modi e a reti unificate sin dai primi giorni di governo.
Ora ci raccontano che non è così facile attribuire la “paternità” dell’emendamento, quasi che si fosse fatto da sé. Assistiamo ad un “fuggi fuggi” dei ministri di riferimento, che fanno a gara nel prendere le distanze, scaricando tutta le colpe sul Parlamento.
La realtà è ben più prosaica, a testimonianza di come il continuo ricorso a decreti e alla fiducia, pur avendo questa maggioranza tutti i numeri per governare, di fatto costringa alla museruola il parlamento.
Non c’è più spazio, né tempo, per il confronto sulle questioni, per entrare nel merito dei provvedimenti e per rispondere con efficacia e competenza alle aspettative del Paese.
Questo emendamento, oltre a fondati sospetti di incostituzionalità, ha il sapore sgradevole dell’ennesimo condono, vera e propria specialità della premiata ditta Berlusconi&Tremonti.
L’ennesimo aspetto grottesco è poi il fatto che il provvedimento al Senato non sarà toccato, nonostante i dubbi di gran parte della stessa maggioranza.
C’è poi un altro tema che testimonia la furia iconoclasta espressa da tutto il centro destra, in questo caso rivolta contro le pensioni sociali. La proposta sconclusionata dell’esecutivo, per legare l’assegno sociale non allo stato di povertà effettivo, ma agli anni lavorati, prospetta una situazione che danneggerà, ad esempio le migliaia di casalinghe che hanno comunque versato contribuiti. Il tutto per evitare eventuali vantaggi (indicati peraltro in norme già selettive e riconducibili a precise direttive comunitarie) a cittadini stranieri secondo i desiderata della Lega nord.
Anche questo progetto racconta di una navigazione a vista, fatta più di suggestioni emotive che legata ad esigenze razionali e reali.
Una navigazione che rischia di far incagliare la nave Italia nelle secche o, addirittura, di farla naufragare sugli scogli. Al timone, infatti, più che un navigato capitano di lungo corso, sembra esserci un mozzo alle prime armi.

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