EMERGENZA CONTINUA PER NASCONDERE I PROBLEMI

01 Ago
1 agosto 2008

Sabina Guzzanti le chiamava “armi di distrazione di massa” e proprio a quello mi fanno pensare i recenti proclami (o sproloqui) del governo e della maggioranza in tema di sicurezza.
Si prende un tema emotivo, lo si cavalca e lo si sovraccarica, se ne parla a reti unificate creando il senso dell’emergenza per poi adottare provvedimenti populisti, facendo finta di rispondere a quanto si è, in realtà, creato ad arte.
Questo è quanto sta facendo il governo sulla pelle dei cittadini. Un esecutivo e una maggioranza che cercano di governare “attraverso” la sicurezza, e non per garantirla veramente come dovrebbe, visto che si tratta di un problema reale e sentito in molte aree del nostro Paese. Un governo che non si preoccupa di affrontare concretamente i problemi restituendo fiducia ai cittadini, ma che accentua il sentimento di insicurezza degli italiani per distrarli dalla reali priorità.
E’ la logica dell’emergenza, che spinge a fare presto, a saltare passaggi, a calpestare i diritti e le prerogative del parlamento.
Il provvedimento più recente e simbolico è l’impiego dei militari nelle città. Apparentemente è un messaggio che può sembrare rassicurante agli occhi dei cittadini, ma in realtà restituisce un’idea di insicurezza diffusa e incide pochissimo nel contrasto effettivo alla criminalità.
Anche l’enfatizzazione della norma sull’emergenza immigrati, estesa a tutto il territorio, rientra appieno in questa filosofia. Si tratta di una legge che esiste da anni, di carattere amministrativo, pensata soprattutto per le aree del Sud più esposte alle grandi ondate migratorie. La legge consente procedure meno burocratiche alle autorità locali nella gestione del fenomeno. Propagandare invece un messaggio di “stato di emergenza” su tutto il territorio nazionale, come ha fatto il governo, rafforza i sentimenti di diffidenza e di chiusura e non risolve nemmeno uno dei tanti problemi che certi fenomeni ci chiedono di affrontare.
Si tratta di scelte cose fatte cinicamente e con calcolo, perché parlano all’emotività delle persone e distolgono l’attenzione dai reali problemi economici e sociali che stanno affliggendo il nostro paese.
Molte famiglie italiane quest’anno dovranno rinunciare alle vacanze o ridurle drasticamente. Avranno i militari lungo le strade, però. E un premier che si è garantito l’impunità dopo aver tenuto impegnato il parlamento per quasi tre mesi.
Allo stesso tempo si prepara una manovra finanziaria devastante per molte categorie di cittadini, che non risolverà nemmeno una delle difficoltà che singoli, famiglie e imprese stanno toccando con mano tutti i giorni.
Una manovra, a proposito di sicurezza e di distanza tra quanto si proclama e quanto si realizza concretamente, che per i prossimi tre anni taglia dai 2 ai 3 miliardi di euro delle risorse destinate al funzionamento delle forze di polizia e della giustizia.
L’ultima, amara riflessione, la dedico all’Europa. Nell’ultimo consiglio dei ministri, Maroni ha dichiarato che sottoporrà all’Unione europea i recenti provvedimenti sull’immigrazione prima dell’approvazione. E’ triste vedere ministri al governo da tre mesi che si fanno correggere il compito da Bruxelles. Ma questi sono i tempi e gli uomini con i quali dobbiamo fare i conti oggi.

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1 commenta
  1. ostedellamalora says:

    Caro senatore,
    non ho piu tanto tempo però la seguo quando posso e mi permetto di commentare qualche suo commento.
    Naturalmente le sue osservazioni in merito a quanto sta accadendo sono lucide,attente,puntuali,pertinenti etc etc ma, mi perdoni per la franchezza,piuttosto scontate.
    Provo a spiegarmi: il fatto che le cose stiano andando come ella descrive sono sotto gli occhi di tutti è vero,ma il problema vero est quello che pur essendo tutto chiaro e lampante pare che la maggioranza degli italiani non voglia vedere oppure l’istinto di conservazione spinge a mettere la testa sotto la sabbia per non vedere per non sentire ed in definitiva per dichiarare la propria resa di fronte a cotanto strapotere di questo governo.
    Caro senatore ma est mai possibile che da parte di certa certa opposizione si possa continuare a parlare di dialogo,
    di riforme, di buoni comportamenti nei confronti di una maggioranza che sta facendo quel che è sotto gli occhi di tutti.
    Da persona che pur avendo comunque partecipato anche in modo attivo alla vita politica
    sia in tempi recenti che in tempi quasi remoti(partecipavo regolarmente alle manifestazioni studentesche nei primi anni ’70 a napoli ed ho avuto modo di assaggiare molte volte le “CAREZZE” della polizia spesso immotivate oltre che ad aver “TOSSITO” altrettante volte,mi chiedo se est possibile credere che tutti i problemi veri di questo paese si possano risolvere con il dialogo etc etc etc.
    Caro senatore pensiamo a qualche altra soluzione prima che sia troppo tardi e “i desideri non invecchiano con l’età..” E prima che “sul ponte sventola bandiera bianca..” intesa nel significato letterale.
    Cordiali M.Gallo

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