CI ASPETTA UN DIFFICILE AUTUNNO

17 Set
17 settembre 2008

Dopo la pausa estiva, oggi è il primo giorno di “scuola” in Senato. Riprende infatti l’attività in Aula, anche se da diversi giorni siamo già al lavoro nelle commissioni.
Si apre dunque una stagione politica particolarmente complessa, con appuntamenti significativi e importanti dei quali sarà fondamentale discutere nelle sedi istituzionali, nel partito e, perché no, con voi anche su questo blog.
Tra le tante questioni aperte credo che saranno soprattutto tre quelle prioritarie.
La prima riguarda la legge finanziaria, che entro fine mese sarà presentata dal governo al parlamento per l’approvazione. Siamo ansiosi di capire cosa comporterà la manovra messa a punto da Tremonti e Company, soprattutto sarà interessante capire qual ipotranno essere gli ulteriori tagli o le nuove indicazioni rispetto alla manovra annunciata a luglio.  Diciamo che le premesse delle ultime settimane, prime fra tutte i proclami e le grida della ministra Gelmini, non fanno presagire nulla di buono.
Il governo dovrà anche procedere ad un adeguamento del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) visto che rispetto a luglio gli scenari internazionali e nazionali sono radicalmente cambiati. Se allora la crescita prevista si attestava tra 0,6 e lo 0,7%, adesso le previsioni più ottimistiche parlano dello 0,1, quelle realistiche addirittura fanno pari a zero. Sono numeri importanti, che non potranno non portare ad un ridimensionamento dei programmi dell’esecutivo e, purtroppo, degli italiani.
Dal canto nostro, come Partito Democratico, abbiamo indicato da tempo la priorità di intervento soprattutto sui salari e sul potere d’acquisto, con l’adozione di misure che possano favorire la competitiva a vantaggio dei consumatori e delle imprese.
Un’altra questione fondamentale che terrà banco nelle aule del Parlamento è il federalismo fiscale. Nelle intenzioni del Governo la riforma dovrà essere approvatoa insieme alla Legge Finanziaria. Per il momento la bozza attuale assomiglia più a un bellissimo libro dei sogni, dove non è spiegato in alcun modo quale sia la strada per arrivare tutti quanti in paradiso. In quella bozza, infatti, i conti non tornano proprio. Si parla di non aumentare la pressione fiscale, incrementando i servizi ai territori. Definirlo un miracolo ci pare addirittura riduttivo. E Calderoli, con tutto il rispetto, ci sembra poco attrezzato per l’ordinario. Figuriamoci per lo straordinario.
Come Partito democratico metteremo in campo le nostre proposte, per poter offrire un alternativa credibile e utile al paese. Solo così potremo smascherare le ambiguità e la fumosità di una proposta che, oggi, si presenta più come una minaccia che un’opportunità per il paese.
Sono poi convinto che a breve tornerà al centro del dibattito politico la questione giustizia. Visto che i processi stanno comunque facendo i loro corso, soprattutto a Milano, dubito che il nostro premier voglia restarsene con le mani in mano. Ma anche qui ci saremo con la qualità  delle nostre idee e proposte.

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