IL TREMONTI CHE NON T’ASPETTI

09 Ott
9 ottobre 2008

C’è un’unica conseguenza positiva nella pesante crisi finanziaria che sta colpendo i Paesi industrializzati: il governo italiano e, segnatamente, il ministro Tremonti, sembrano aver adottato toni più consoni e appropriati al loro ruolo istituzionale.
Oggi il capo del dicastero dell’Economia ha infatti riferito in Senato sulle conseguenze che la crisi sta avendo sull’Europa e sul nostro Paese. Un intervento che arriva dopo le reiterate richieste del PD al Governo perché venisse a riferire e a dare conto degli eventi recenti,  così come hanno fatto tutti i governi in tutti i parlamenti europei.
Abbiamo constato con piacere, contrariamente alla tradizione e ai toni saccenti solitamente utilizzati, che il ministro oggi ha tenuto un profilo istituzionale, con argomenti e riflessioni consone alla delicatezza e alla gravità del momento.
Questo ha anche consentito all’opposizione, in particolare alla capogruppo del PD Anna FInocchiaro, di interloquire su un profilo alto, entrando nel merito dei problemi e di prospettare le possibili soluzioni.
Ferme restando la responsabilità dell’amministrazione americana, delle politiche della Fed e del sistema finanziaro statunitense nel determinare quanto accaduto, resta evidente l’errore di valutazione fatto dell’Europa. Nonostante i ripetuti segnali delle settimane scorse, si è perso molto tempo e oggi sono lampanti le conseguenze che potranno ricadere sull’Europa, coinvolta pesantemente,  così come sul nostro Paese, non certo aiutato da un debito pubblico pesante.
L’aspetto che più di tutti sembra evidente è la mancanza di un coordinamento effettivo e di strumenti su base europea. Come ha detto lo stesso Tremonti, è vero che gli Stati si sono dati criteri omogenei, ma ancora manca un’azione comune che possa dare vita, ad esempio, ad una linea di credito messa in campo dalla Bce, così come è stato fatto negli Usa.
La richiesta è quella di agire perché l’Unione Europea trovi una linea comune in grado di dare più stabilità e certezze ai mercati.
Il provvedimento adottato dal Governo, così come illustrato da Tremonti, sembra appropriato per garantire maggiore fiducia ai risparmiatori e sostenere le banche qualora si trovassero in difficoltà finanziarie.
Resta però il solito problema: il provvedimento è stato per ora solo annunciato a parole: il Parlamento non è ancora stato messo in condizione di leggerlo, valutarlo e, conseguentemente, di esprimersi nel merito.
Voglio sottolineare due aspetti importanti, però, che emergono dalla giornata di oggi.
In Senato il Governo ha introdotto modalità diverse di relazione tra maggioranza e opposizione. Nessun inciucio, ma un rispetto nei confronti dell’opposizione che, fino ad ora, era mancata in molte occasioni. Ancora non è chiaro se sia solo per questioni tattiche, o se sia invece anche un segnale di una maggioranza più matura in un momento difficile per il Paese. In ogni caso, lo accogliamo con piacere.
Voglio anche sottolineare l’Importante passaggio di Tremonti, sollecitato dalla Finocchiaro, sul provvedimento che consentirebbe ai banchieri truffaldini di farla letteralmente franca. Stiamo parlando della possibile estensione della norma, contenuta nel pacchetto Alitalia, che solleva i manager da responsabilità penali in materia contabile. Su questo il ministro Tremonti ha garantito che non ci sarà nessuna sanatoria, pena le sue dimissioni.
Un’ultima appunto. Stamattina in aula è intervenuto Carlo Azelio Ciampi, più in qualità di ex Governatore ed esperto in materia economica che come ex Presidente della Repubblica. Ciampi ha avuto parole preziose sulla solidità del sistema italiano, parole che hanno tranquillizzato i risparmiatori. Ma anche Ciampi ha voluto sollecitare il Governo perché in sede europea si faccia portavoce di una politica comune e coordinata in campo economico e finanziario.

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