VISTI DA VICINO (NON SONO UN BELLO SPETTACOLO)

16 Ott
16 ottobre 2008

I sondaggi li esaltano. Il gradimento è “imbarazzante”, come dice un imbarazzante presidente del Consiglio. Il vento in poppa sembra sospingere l’attuale maggioranza e i rappresentanti del Governo verso sorti magnifiche e progressive.
Peccato che i cittadini non possano invece assistere a quanto accade ogni giorno in Parlamento. Le opinioni cambierebbero molto repentinamente.
L’ultimo esempio lo abbiamo proprio in questi giorni, con il decreto Gelmini che procede a tappe forzate verso l’approvazione. Stiamo parlando di una vera e propria riforma (o restaurazione) che cambierebbe in profondità il volto della scuola italiana.
Un tema strategico per il futuro del paese, per le giovani generazioni, per l’economia stessa. Un argomento che ha bisogno del contributo di tutti, dell’opposizione e dei tanti cittadini che in queste settimane si stanno giustamente mobilitando per fare sentire la propria voce. E il successo della “notte bianca” è lì a testimoniarlo.
Il governo e la maggioranza sono sordi a tutto questo. Hanno cercato di stringere i tempi per arrivare ad un’approvazione in Senato entro lunedì prossimo, mettendo il limite a domani per la presentazione degli emendamenti. Fortunamente per ora siamo riusciti a bloccare questo tentativo, anche se i numeri della maggioranza sono tali che se la volontà politica resta la stessa, in pochi giorni il decreto passerò comunque.
Ma quanto accaduto è l’ennesima dimostrazione che abbiamo a che fare con un governo e una maggioranza che mantengono un atteggiamento irridente e arrogante nei confronti dell’opposizione.  E di una parte importante del Paese. Sappiamo che i risultati dei recenti sondaggi li hanno tonificati. Ma finirà anche questa luna di miele e la nebbia che offusca la vista di molti è destinata a diradarsi. Ecco che allora, visti da vicino e con le loro effettive sembianze, appariranno in tutta la loro evidenza gli errori e la superficialità di questa maggioranza.
C’è un punto, nel decreto in esame, che meglio di altri rende l’idea: oggi i piani e gli interventi di sicurezza sismica vengono realizzati e pianificati dalle istituzioni pubbliche secondo le rispettive competenze (Comuni, Province, Regioni) e leggi vigenti già prevedono appositii meccanismi per surrogare eventuali inadempienze. Con la nuova norma in fase di approvazione, si affideranno ad un soggetto terzo privato tutte le procedure e tutti gli interventi necessari per adeguare gli edifici contro il rischio sismico. Il tutto senza fornire alcuna spiegazione del senso e degli obiettivi di questo provvedimento. Il che lascia pensare all’ennesima norma in favore di qualche amico degli amici, che è resa possibile dalla totale mancanza di chiarezza e di trasparenza tipica di questa maggioranza.
Chiudo con il tema del giudice della Corte Costituzionale che il Parlamento è chiamato a nominare. La maggioranza insiste sul nome di Gaetano Pecorella, già avvocato del Premier in svariati processi, ma soprattutto rinviato a giudizio per favoreggiamento del suo cliente Delfo Zorzi, uno dei principali imputati delle stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia.
E’ evidente che per una questione di opportunità, di buon gusto e di rispetto del ruolo di giudice costituzionale, quella di Pecorella è una candidatura che non avrebbero nemmeno dovuto presentare. E invece, parlando con qualche esponente della maggioranza, sembra che questo non conti; il tutto viene ridotto ad una mera questione di equilibri e di rappresentanza politica. I temi morali non trovano spazio. E’ tutto occupato dagli interessi del premier e dei suoi avvocati.

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1 commenta
  1. cosimo d'ercole says:

    Egregio Senatore, finalmente Veltroni ha iniziato a parlare del vero problema che attanaglia l’Italia (e che giustifica il consenso imbarazzante di berlusconi) ovvero il nostro sistema dell’informazione. Trovo irritante la campagna televisiva pro gelmini di questi giorni. ho visto al tg5 che intervistavano dei ragazzi alle manifestazioni di roma e milano che con una bottiglia di vino in mano i quali non sapevano rispondere alle domande del giornalista riguardo i punti essenziali della “riforma”-gelmini. Premesso che quei soggetti potevano anche essere degli elettori del Pdl, mi chiedo quante interviste abbiano dovuto tagliare perchè credo che la maggior parte dei manifestanti sapesse benissimo cosa sta combinando la gelmini. Altrimenti sarebbe rimasta casa a vedere la TV. E credo che anche la gelmini, che rilascia interviste in cui dichiara di non conoscere il motivo per cui ci sono proteste eclatanti contro i suoi tagli (e di tremonti), conosca benissimo quali sono i motivi

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