DA SOAP OPERA A FILM DELL’ORRORE?

03 Nov
3 novembre 2008

E’ stato un fine settimana proficuo, utile a far venire al pettine alcuni nodi importanti di vicende che nelle ultime settimane erano state in primo piano.
La grande partecipazione di studenti, insegnanti, genitori e cittadini allo sciopero della scuola ha definitivamente sbugiardato chi, nella maggioranza e nel governo, tendeva a minimizzare la manovra sulla scuola, negando addirittura i tagli e sostituendo, a parole, il maestro unico con un non meglio precisato “insegnante prevalente”.
Sono invece ormai chiare a tutti le drastiche misure di taglio della spesa fatte un tanto al chilo da Tremonti, nella ormai famigerata manovra di luglio.
Allo stesso modo la vicenda nata male, e proseguita peggio, di Alitalia, conferma proprio in queste ore che finché non si troverà un partner industriale solido, le difficoltà sono destinate a persistere.
Come se non bastassero i problemi incontrati nell’accordo con i piloti, in questi giorni si sta arrivando alla riscossione, da parte dell’Unione europea, della cambiale del prestito ponte di 300 milioni di euro. Si tratta di risorse, naturalmente, che pagheranno i cittadini: il debito, infatti, è in carico alla vecchia compagnia (bad company) e la nuova cordata ha nuovamente ricordato che non ha nessuna intenzione di accollarsela.
Quella di Alitalia si conferma, purtroppo, una lunga sequela di errori che avrà forse salvato l’italianità, ma che non lascia certo scampo al contribuente. Un prezzo molto salato, ancora di più oggi vista la pesante situazione economica e finanziaria del paese.
Qualche mese fa, poi, raccontavamo quanto fossero drammatiche la restrizione del potere d’acquisto dei salari e la riduzione dei consumi. Purtroppo questa situazione oggi la confermano tutti, compreso il Governatore della Banca d’Italia, Draghi, che nel suo intervento alla giornata mondiale del risparmio ha sottolineato come le politiche economiche nazionali non siano la panacea, ma possano influire positivamente sulla riduzione degli effetti negativi conseguenza della recessione economica. Ecco perché ci permettiamo di suggerire, ancora una volta, come la detassazione delle tredicesime possa rappresentare un intervento immediato con benefici già percepibili sul breve periodo.
Risulta comunque sempre più chiaro come in una situazione di risorse carenti, mettere in atto politiche sbagliate sia molto grave. Faccio riferimento, tra i tanti provvedimenti di questo governo, al taglio dell’Ici, alla già citata vicenda Alitalia, al drastica decurtazione degli investimenti che rappresentano invece una delle richieste più pressanti degli industriali per poter rilanciare l’economia.
Ovviamente nessuno di noi è contento quando i problemi si rivelano in tutta la loro ampiezza. L’unico vantaggio è che questa situazione contribuisce concretamente, nelle cose, a far mettere a fuoco la natura dei problemi. la responsabilità e l’efficacia delle azioni che si mettono in campo per contrastarli.
E’ certo che usare la velocità e il muscolo, come ha fatto troppo spesso questo governo, non è quasi mai la scelta più lungimirante.
L’auspicio è che un barlume di consapevolezza e di conoscenza critica si diffonda sempre di più tra i cittadini. Il grande inganno, la luna di miele sembra definitivamente finita e la soap opera è ai titoli di coda. Non vorremmo che il prossimo programma fosse un film dell’orrore, anche se il recentissimo revival del venerando (venerabile?) Licio Gelli ci fa temere il peggio. Non è la prima volta che accade. Ma questo volta è significativo per il momento che ha scelto per tornare alla ribalta.
Ci sembra, però, che ormai l’allievo abbia superato il maestro, e il nostro presidente del consiglio che a quella loggia fu affiliato, pare aver imparato molto bene gli insegnamenti e non credo che Gelli abbia difficoltà a riconoscersi nel programma del nostro premier.
Fuori dall’ironia, è comunque sconcertante che si offra ancora un ribalta pubblica a chi ha intorbidito in ogni modo e con ogni mezzo la vita del Paese. O forse, è anche questo un segno dei tempi che stiamo vivendo.

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