LA SEMPLICITA’ DEL BENE

10 Nov
10 novembre 2008

Si chiama “I ragazzi di villa Emma”. E’ il nuovo documentario realizzato dalla Fondazione Villa Emma e da Rai Educational per la trasmissione “La storia siamo noi” e dedicato alla vicenda che ebbe come protagonisti i 73 ragazzi ebrei ospitati a Nonantola dall’estate del 1942 all’autunno del 1943.
Ieri sera ho avuto il piacere di assistere all’anteprima nazionale proprio a Nonantola, in una sala gremita e molto partecipe, tanto che al termine delle proiezione la commozione era palpabile. Un’opera diretta, ben girata, toccante, che ha ricostruito con cura una vicenda straordinaria che ha avuto come protagonisti i ragazzi ebrei salvati, ma soprattutto il coraggio, la dignità e la solidarietà dei nonantolani. Un episodio che ha messo in luce la spontaneità di una comunità nell’offrire protezione e solidarietà anche a rischio della propria incolumità. Una vicenda simbolo, che si affianca ai tanti gesti singoli dei quali furono protagoniste molte famiglie delle nostre terre.
Il documentario mette in luce proprio questa straordinaria dimensione di coralità, di  coesione di una comunità, merce rara soprattutto di questi tempi.
Un patrimonio da cui attingere ancora oggi, soprattutto se la accostiamo alla cronaca quotidiana. Oggi c’è chi dibatte sulle gesta mussoliniane e fasciste soppesando con il bilancino quanto ci fosse di accettabile o meno in quel regime. Si tratta di meschinità che fanno emergere con maggiore evidenza l’abisso che c’è rispetto alla ricchezza umana, ai valori, alla semplicità della comunità di Nonantola
Nel presentare il film, ieri sera, il parroco della cittadina ha sottolineato come oggi si possa essere “operatori contro il male che si può contrastare”, così come lo furono quei nonantolani.
Ebbene, “I ragazzi di villa Emma” testimonia che ci fu un’intera comunità che si adoperò e lavorò contro un male che, nonostante fosse terribile ed esteso, si poteva, almeno in una dimensione limitata, contrastare.
Quel documentario oggi andrebbe fatto vedere e discusso nelle scuole. Per come è costruito, realizzato, raccontato, si presta benissimo ad  essere interpretato e capito dai giovani, e può rappresentare un momento di approfondimento e di ricerca. Quello raccontato è un episodi simbolo, perché di vicende di coraggio e di solidarietà nelle famiglie delle nostre parti ce ne sono in abbondanza. “I ragazzi di villa Emma” rappresenta anche un messaggio intelligente sull’importanza del valore della solidarietà e delle persone, dell’accettazione delle diversità.
Sconforta confrontare certe vicende con alcune perle recenti di chi oggi è al governo, ultima fra tutte la proposta che riguarda i barboni. Persone che per il centro destra devono diventare invisibili.
Penso che “I Ragazzi di Villa Emma” andrebbe fatto vedere anche a loro. A chi, nelle istituzioni, si arrabatta per mettere fuori gioco ogni manifestazione di diversità, di marginalità, di differenza. Il dubbio, credo fondato, è se possano effettivamente recepire il messaggio.

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