TUTTO E’ CAMBIATO, MA NON SEMBRANO ACCORGERSENE

26 Nov
26 novembre 2008

Se guardiamo alle misure annunciate in pompa magna dal governo nelle ultime ore è proprio il caso di dire che la montagna ha partorito il topolino.
Le iniziative dell’esecutivo, infatti, che dovrebbero contrastare una delle crisi più pesanti degli ultimi anni, appaiono del tutto inadeguate e insufficienti rispetto alle esigenze delle famiglie e delle imprese.
Quello che più sconcerta, però, è che al Senato in questi giorni stiamo discutendo di una legge finanziaria che assume i vincoli di spesa e di saldo anticipati con la manovra di luglio e proiettati nel prossimo triennio. Peccato che da allora il mondo sia radicalmente cambiato e quei provvedimenti, peraltro inadeguati anche a luglio, oggi appaiono fuori tema e fuori luogo.
Per giustificare un atteggiamento tanto miope e ottuso, il governo si fa scudo delle compatibilità di bilancio e dei parametri europei, quando gli altri paesi e la stessa Unione europea ha reso possibile, nei fatti, una flessibilità responsabile dei conti.
E invece il Tremonti nuova versione, quello maniacalmente attento alle compatibilità di bilancio, agli equilibri finanziari e ai conti in ordine ripropone tal quale una finanziaria che oggi non inciderà assolutamente sulla difficilissima situazione attuale.
Siamo di fronte al paradosso per cui il governo chiede di approvare la finanziaria così come predisposta allora, riservandosi di intervenire successivamente con provvedimenti ad hoc per combattere la crisi e incentivare i consumi.
SI resta sbalorditi di fronte al fatto che il governo non tocchi lo strumento principe, che darebbe anche un caratteristica strutturale e profonda agli interventi, e annunci invece misure delle quali non si capiscono bene i contorni e la reale efficacia. Non si capisce , infatti, perché non usare il provvedimento più rapido ed efficace che entro dicembre deve andare in approvazione.
Se le grandi strategie riguardano la social card, che garantisce 40 euro per le spese vive e 100 euro in più in tasca alle famiglie nel periodo natalizio, non si risolve assolutamente nulla. E’ chiaro che se non si introducono misure strutturali, anche quei pochi soldi elargiti non entreranno nel circuito economico per rilanciare i consumi. E’ fondamentale invece una manovra che possa ampliare il potere di acquisto e rilanciare veramente i consumi e la produzione.
Nessuno vuole proporre la logica dello spendi e spandi. Ma questo non impedisce di mettere in campo manovre anti-cicliche, compresi gli ammortizzatori sociali per quelle categorie più esposte. La stessa Unione europea si sta muovendo in questa direzione. L’emergenza è per il 2009 che è alle porte. La cura da cavallo è necessaria ora. Poi, negli anni successivi, con un’economia riassestata, si potrà mettere in campo tutti gli interventi necessari per rientrare nei parametri.
Allo stesso modo è indispensabile un rilanciando gli investimenti. E invece la manovra finanziaria sta impedendo a Comuni che avrebbero la possibilità di spendere di non farlo, per tenere fede al patto di stabilità. Stiamo parlando di 14-15 miliardi che potrebbero essere utilizzati a beneficio delle economie locali. La finanziaria prevede invece tagli agli investimenti complessivi per 17 miliardi di euro.
Un altro tema sono le risorse importanti che potrebbero essere ricavate usando in modo selettivo e intelligente la leva fiscale, soprattutto nei confronti delle imprese e per rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie..
Purtroppo il tempo ha un ruolo fondamentale in tutto questo e i ritardi accumulati in queste settimane avranno certamente delle conseguenze.
Gli altri paesi europei si sono già mossi. Tremonti, per ora, sfoggia la social card.

Share on Google+Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page
0 commenti

Lascia un commento

Vuoi unirti alla discussione?
Contribuisci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright - Giuliano Barbolini