TANTE TV, MA SEMPRE LO STESSO PROGRAMMA

01 Dic
1 dicembre 2008

Sabato mattina ho partecipato ad un’assemblea di Confesercenti sui temi dell’attuale crisi economica e sulle possibili iniziative per arginarla. Per motivi di tempo mi sono limitato a fare un cenno sulle recenti misure del governo, criticandone l’assoluta inadeguatezza rispetto alla gravità del momento e rimarcando la necessità di una vera e propria manovra anti-ciclica, che affronti la crisi in modo strutturale. Debbo dire che mi ha sorpreso l’intervento successivo al mio, di un esponente della Lega Nord che, in sostanza, riconosceva l’utilità degli interventi messi in campo dall’esecutivo, ma sottolineava allo stesso tempo la necessità di fare molto di più.
E’ l’ulteriore testimonianza di come la stessa maggioranza faccia fatica a credere in quel tipo di interventi. La stessa impressione si ha nel confronto parlamentare, dove stiamo  incalzando il centro destra da settimane sulla necessità dell’attenzione ai salari, sul sostegno alle pmi e all’economia reale, temi sui quali, ogni giorno di più, sembrano accusare il colpo.
Sulle misure di venerdì vale quello che ha scritto Scalfari appena ieri: far coincidere il pagamento dell’iva al momento dell’incasso. adeguare gli studi di settore al ribasso, predisporre Interventi per le famiglie a basso reddito non sono certo interventi sbagliati, in questo momento di  reale necessità. Si tratta di misure elementari, ma che, complessivamente, significano 5-6 mld di risorse fresche, del tutto inadeguate ad affrontare l’emergenza di fondo: il rilancio dei consumi rafforzando il potere d’acquisto delle famiglie e aiuti alla piccola e media impresa soprattutto nell’accesso al credito. E invece si continua a perdere tempo mentre altri paesi si sono mossi con ben altre cifre e con interventi molto più incisivi e di ben altra portata. E’ vero, qui scontiamo l’enormità di un debito pubblico che in altri Paesi non c’è, ma qualche misura più corposa è comunque possibile, grazie soprattutto al calo degli interessi su bot e cct che significa meno oneri passivi per lo stato. Se poi l’esecutivo non avesse letteralmente buttato via soldi con l’abolizione dell’Ici e con l’operazione Alitalia, forse oggi saremmo stati in grado di fare molto di più di quanto ha effettivamente fatto il governo.
E invece tutto quanto continua a ricadere in gran parte sui redditi da lavoro e da pensione e quindi sulle famiglie. E’ impressionante che nel 2008 si tocchi il picco massimo sul totale delle entrate, che provengono dal lavoro dipendente e da pensione. L’elusione e l’evasione fiscale si stanno scaricando sulle solite fasce di contribuenti ai quali le imposte vengono prelevate alla fonte.
In questa situazione la vera perla è l’operazione che raddoppia l’iva a Sky. Saremo dei malfidenti, dei sordidi fiancheggiatori di Murdoch e della pay tv, ma in realtà è clamoroso che si intervenga in questo momento con una misura del genere, che colpisce esclusivamente un concorrente dinamico di Mediaset come Sky, tenendo un profilo sempre più basso per la Rai.
E’ poi ovvio che quest’aumento si trasferirà sulle famiglie: se 8 milioni di nuclei familiari beneficeranno della manovra di venerdì scorso (il che è tutto da dimostrare), altri 4,7 milioni avranno certamente un aggravio di costi.
E’ palese che si tratti di una manovra sospetta, a maggior ragione se viene fatta da un governo che ha un premier così coinvolto in tema di media e di comunicazione. I cattivi pensieri vengono spontanei e naturali. E le aziende del premier, come in altre occasioni, possono beneficiare di interventi molto interessati dell’esecutivo.
E’ triste vedere che, nonostante disponga direttamente di molte televisioni e ne controlli diverse altre, Berlusconi mandi in onda sempre lo stesso programma.

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