L’ANNO CHE VERRA’

09 Gen
9 gennaio 2009

Un ben ritrovati a tutti in questo primo post del nuovo anno. Ne approfitto per farvi i migliori auguri per un 2009 sereno e quanto più possibile ricco di soddisfazioni.
Terminate le festività è già tempo di riprendere l’attività in Senato che nei prossimi giorni si preannuncia già piuttosto intensa.
Terminano infatti la prossima settimana i lavori del comitato ristretto sul federalismo fiscale. Poi toccherà alle tre commissioni (la I, la V e la VI) discutere a ritmi serrati tutto l’impianto del testo che è uscito dal lavoro preliminare. L’approdo in aula è previsto per il 20 gennaio.
Al momento si può certamente dire che rispetto al testo originale proposto dal governo e da Calderoli, la discussione delle scorse settimane nel comitato ristretto è stata animata soprattutto dalle proposte e dalle osservazioni del Partito Democratico e ciò ha consentito di ottenere importanti miglioramenti e correttivi sostanziali al testo iniziale.
Ha certamente aiutato il fatto di avere, come Pd, una proposta autonoma di legge delega, che ha consentito di incalzare la maggioranza con un’impostazione ricca e organica. Proprio sulla base di questo impianto, diverse proposte di garanzia e di merito sono state accolte.
Ora però si entra nel vivo e inizia la fase più delicata.  Restano infatti sul tappeto nodi importanti sui quali bisognerà capire che atteggiamento terrà la maggioranza. Da parte della Lega, soprattutto, fino ad ora c’è stata disponibilità ad accogliere suggerimenti e modifiche. Bisognerà vedere se questo atteggiamento resterà su misure più strategiche. Per quanto ci riguarda non siamo minimante interessati alla propaganda, ma a realizzare un processo di modernizzazione del paese che possa garantire uguaglianza di opportunità a tutti i cittadini, nel rispetto della Costituzione e dell’unitarietà del Paese. Il federalismo è tale se promuove lo sviluppo dei territorio in una logica di coesione.
La vera, grande incertezza è l’assenza che proiezione sui conti e sulle grandezze economiche che porta con se il federalismo fiscale. L’unico elemento ora è il silenzio assordante del ministero dell’Economia. Nessuna traccia dei dati di cui dispongono il Ministero e la ragioneria generale. E’ ovvio che questo nodo è decisivo per capire quale atteggiamento di voto tenere in aula.
Penso che il lavoro fatto sul federalismo fiscali dimostri concretamente cosa significhi fare un’opposizione riformista che si propone di diventare forza di governo. Le profonde modifiche al testo originario della Pdl, contenuto nel programma elettorale e preso pari pari dalle proposte della Regione Lombardia, sono soprattutto il frutto della coerenza e dell’iniziativa del PD.
L’altro tema su cui questo governo continua a essere totalmente e drammaticamente sfuggente è la crisi che sta attanagliando il nostro Paese. E’ gravissima la totale assenza di proposte e di iniziativa mentre tutti gli altri Paesi si stanno muovendo concretamente.
Anche sulla scena internazionale l’esecutivo brilla per la propria assenza. Non sono pervenute, ad oggi, dichiarazioni del tradizionalmente ciarliero premier su quanto sta accadendo nella striscia di Gaza.
Forse anche prima del previsto, in questi giorni stanno poi venendo al pettine i nodi di Alitalia, che si conferma sempre di più un’impresentabile operazione finto-patriottica che grava pesantemente sui conti pubblici. I grandi paladini di Malpensa, che la primavera scorsa avevano boicottato la soluzione Air France, oggi si ritrovano a dover fare i conti con quell’unico partner che però pagherà un quinto rispetto al prezzo originario.
Le questioni sono tante e tutto questo offre molte opportunità per chi vuole mettere in campo un politica sana, che svolga un’azione di pungolo nei confronti del governo. Spiace dover constatare, purtroppo, che anche nel PD sono in troppi a dedicarsi esclusivamente a questioni che interessano pochissimo i cittadini, a cominciare dalla sceneggiata ormai tragicomica che sta andando in scena a Napoli.  Polemiche, ripicche, regolamenti interni, sono tutte vicende per le quali si rischia di disamorare elettori e aderenti, facendo sguazzare quella parte di stampa sempre alla ricerca del pettegolezzo. E’ chiaro che le liti da comari che attraversano in questo momento alcune aree del PD impediscono di tenere al centro  dell’azione politica la crisi, con la necessità di dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese per migliorare l’economia e sostenere il potere di acquisto dei lavoratori.
Il 2008 bisesto e funesto è terminato. Diciamo che il 2009 ci ripropone, forse ancora più di prima, sfide su cui occorre rispondere con determinazione. Personalmente non posso che confermare il mio Impegno personale e politico. I problemi reali e le priorità del Paese non offrono alternative.

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