LA GIUSTIZIA SECONDO LORO

29 Gen
29 gennaio 2009

Oggi in Senato è stata una giornata esemplare che rende l’idea della concezione di giustizia che ha questa maggioranza. Si votava, infatti, sull’ormai famigerato senatore Di Girolamo, dopo che la giunta per le autorizzazioni aveva approvato all’unanimità la decisione di annullare il seggio assegnato allo stesso Di Girolamo per la falsa dichiarazione di residenza all’estero, decretandone l’incompatibilità con la carica di senatore.
La decisione della Giunta era arrivata dopo mesi di verifiche, istruttorie, approfondimenti scrupolosi. Oggi era il momento per l’aula di procedere in modo definitivo.
Come è accaduto troppo spesso, però, su un tema che riguarda la giustizia e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il centro destra ha rovesciato il tavolo.
Questa mattina, infatti, ci siamo trovati di fronte alla richiesta di sospensiva avanzata dal capogruppo Gasparri, con la scusa ridicola, se non fosse tragica, che sarebbero ancora in corso gli approfondimenti penali avviati dalla Procura di Roma, con annesso il rischio di esporre il senatore agli arresti domiciliari.
Tesi sostenuta con zelo e vigore dai due massimi esponenti del garantismo peloso, Cuffaro e De Gregorio, in mezzo all’evidente imbarazzo di diversi esponenti della stessa maggioranza.
Ovviamente abbiamo eccepito a questa novità con fermezza: il Senato ha delle regole, che sono state seguite con rigore, è stata istruita una procedura scrupolosa, è arrivata una decisione unanime. Ora se ne traggano le conseguenze.
La stessa giunta, mesi fa, non aveva concesso l’arresto per Di Girolamo motivando la decisione con il fatto che la procedura di verifica fosse ancora in corso.
Oggi la proposta di Gasparri è stata messa ai voti e la maggioranza è andata sotto. Non contenti, i paladini del finto garantismo, De Gregorio e Cuffaro, sulla scorta di una possibilità offerta dal regolamento del Senato, si sono adoperati febbrilmente per raccogliere venti firme di altrettanti senatori e mettere nuovamente ai voti la proposta. Non ha certo giovato l’atteggiamento populista e inutilmente provocatorio di alcuni esponenti dell’Italia dei Valori, che hanno prodotto l’unico risultato di ricompattare una maggioranza in evidente crisi.
Ovviamente, nelle more della raccolta di firme, la maggioranza ha fatto arrivare i senatori assenti alla prima votazione e la sospensiva è stata approvata, tra l’incontenibile e imbarazzante esplosione di entusiasmo della maggioranza per il risultato ottenuto.
Uno spettacolo francamente indecoroso, poco dignitoso per le istituzioni e per la politica. Uno spot formidabile per i sostenitori della casta.
Il tutto, dopo che ieri il ministro Alfano ci aveva inutilmente intrattenuto sui temi della giustizia.
Ecco, oggi abbiamo avuto l’esempio più fulgido di come intenda la giustizia il centro destra. Si è dimostrata l’allergia endemica della maggioranza nei confronti delle regole stabilite, delle istituzioni, del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Non ci è sfuggito il grande imbarazzo di coloro i quali, nelle fila della maggioranza, avevano votato in un modo nella giunta per le autorizzazioni e oggi hanno compiuto una capriola di 180 gradi per adeguarsi alla decisioni prese dai propri capigruppo.
Uno spettacolo che, sinceramente, abbiamo visto ripetersi già troppe volte.

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