UN ATTACCO VIOLENTO ALLA LIBERTA’ INDIVIDUALE

27 Mar
27 marzo 2009

Alla fine l’arcano si è svelato. Almeno per coloro che ancora ci credevano. Il provvedimento approvato ieri al Senato sul testamento biologico è infatti una legge burla, che in realtà riduce a nessun significato l’espressione della volontà individuale. I cittadini sappiamo che possono scrivere qualunque cosa e che, comunque, non avrà nessun valore perché la decisione finale sarà affidata ad altri.
E’ ovviamente un dato di un gravità enorme: principi di libertà calpestati; l’idea di uno Stato non invasivo, ma invece preoccupato di affiancare e garantire i diritti soggettivi, completamente disattesa. Il corpo, quanto di più intimo e personale abbiamo, che può essere violato e profanato nonostante l’esplicita dichiarazione dell’individuo.
Ciò che lascia esterrefatti è il cinismo, la violenza e l’insensibilità con cui i principi fondamentali siano stati calpestati. Si è invece affermata l’ideo di uno Stato che stabilisce quando possa essere espropriata la libertà di una persona, facendo piombare la società italiana in un oscurantismo di altri tempi.
Il tutto in nome di un cinismo che guarda al tatticismo politico, alla convenienza del momento, formulato e scritto per compiacere le richieste delle gerarchie ecclesiastiche italiane, negando qualsiasi mediazione e distacco che invece sono richieste a chi ricopre un ruolo nelle istituzioni.
Con quel provvedimento si sono violati chiari principi costituzionali, considerati alla stregua di orpelli e “ferri vecchi”, anziché essere valorizzati come presupposti su cui si fondano i diritti della comunità e dell’individuo.
Il tutto, come ha giustamente sostenuto in Aula il professor Veronesi, fino a negare l’evidenza, come quando hanno detto che l’introduzione di un sondino per la respirazione non sarebbe un atto medico. Peccato, invece, si tratti di un intervento chirurgico a tutti gli effetti, che può svolgere esclusivamente un medico qualificato.
Stupisce, ma nemmeno poi tanto, che certe posizioni oscurantiste, da Stato etico, onnivoro e pervasivo nei confronti dell’individuo arrivino da chi si dichiara liberale e difensore dei valori cattolici: due culture che, storicamente, hanno fatto della libertà individuale e della “relatività” dello Stato i propri cavalli di battaglia. Oggi, invece, per puro calcolo politico, anche quei valori vengono messi sotto i piedi. Anche se di gesti o atti liberali, da parte di questa maggioranza, stentiamo a ricordarne qualcuno.
In tutta questa vicenda emerge però un dato positivo, che ha una importante rilevanza politica. Mi riferisco alla sostanziale tenute del PD, in una vicenda che rischiava di metterne a repentaglio l’unità politica. Pur tra difficoltà, infatti, siamo usciti con una posizione chiara e univoca, che aveva in se il rifiuto netto di una legge che viola i principi fondamentali sanciti dalla costituzione sulla libertà di cura e sulla libertà individuale.
Sono convinto che questa unità ci darà ulteriore forza, anche perché non credo di sbagliare dicendo che si tratti di una posizione condivisa dalla grande maggioranza dei cittadini ed è nelle pratiche comuni delle persone: un approccio rispettoso, carico di pietas di humanitas, lo stesso che la gente sente più vicino alla propria sensibilità nei momenti di sofferenza personale o dei propri cari.
Credo anche che quando qualcuno leggerà cosa contiene quella legge, già pessima all’inizio e poi ulteriormente manipolata in peggio, si renderà conto che di un tale obbrobrio non c’era affatto bisogno e di quanto sia indispensabile modificarla alla radice per renderla degna di uno Stato moderno.
In caso contrario, se questa china proseguirà, potremo trovarci di fronte ad un nuovo Galileo punito per aver sostenuto evidenze scientifiche che non piacevano a certe gerarchie e ai loro alfieri parlamentari.

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