VENTO DI PRIMAVERA?

16 Mar
16 marzo 2009

Gli ultimi sono stati giorni proficui. Pare che qualcosa si stia muovendo nella “paludata” Italia e che qualche nodo stia finalmente venendo al pettine.
Forse è ancora presto, ma pare emergere qualche brillìo di consapevolezza. Sto parlando delle reazioni, quelle di Confindustria sopra tutte, ai provvedimenti del governo contro la crisi economica. E le opinioni della Marcegaglia, che chiede soldi veri per le imprese, sono molto simili alle posizione che come PD sosteniamo da mesi, purtroppo inascoltati fino ad ora.
E se certe cose le dicono i rappresentanti della principale organizzazione imprenditoriale, certo non anti-governativa a prescindere, si conferma che quanto messo in campo fino ad ora dal governo non sia stato altro che il gioco delle tre carte. Risorse, infatti, zero, oppure talmente poche che non smuovono di una virgola la situazione drammatica in cui versa la nostra economia. Interventi del tutto inconsistenti rispetto a ciò che sarebbe necessario.
Figuriamoci poi cosa potrebbero dire le Pmi, se avessero altrettanta voce e risonanza mediatica, dei problemi che stanno incontrando per l’accesso al credito, sul calo degli ordini, sull’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali.
E’ ovvio che quanto andavamo dicendo in tempi non sospetti non fossero proclami da cassandre, ma un’analisi oggettiva di quanto si stava verificando. Bisognerebbe ora che qualcuno riconoscesse al PD di averlo detto nei tempi giusti e al neo segretario di aver contribuito a fare emergere queste criticità con proposte sensate in grado di riportare l’attenzione e il dibattito su questione concrete.
L’altro aspetto che in questi giorni constatiamo con favore è il ritorno della la grande questione della lotta all’evasione. Addirittura il tema è riproposto all’assemblea di Confcommercio, sulla scia di dati inquietanti che raccontano di un calo di gettito pari a 6-7milardi di euro, soprattutto legati all’Iva. Il tutto in un fase in cui i consumi erano cresciuti. E’ ovvio come si tratti delle prime conseguenze dello smantellamento, operato dall’attuale governo, dei provvedimenti adottati dal governo Prodi. Norme che sollecitavano un comportamento responsabile nei confronti del fisco e dei contribuenti. Finora, in materia di lotta all’evasione e di provvedimenti anticrisi, il messaggio del governo è stato “io non ho grandi idee né volontà, ognuno si arrangi come può”, che si concretizza in meccanismi che riducono le sanzioni e introducono modalità di concordati dalle conseguenze leggere per gli inadempienti, che li preferiscono alla denuncia nei tempi previsti per legge.
Ovviamente tutto questo grava sempre e solo sul lavoro dipendente, con i soliti noti che ne pagano il prezzo. Anche il recente provvedimento sulla casa ha la stessa filosofia: io, come governo, non sono in grado di fare investimenti strutturali, perciò abbassiamo le regole e ognuno faccia come può. Si tratta, senza dubbio, di un provvedimento legato al censo e al reddito, ovviamente in favore di quelli medio-alti che sono in grado di sostenere spese di ampliamento e ristrutturazione.
Spiace ripeterlo, ma con provvedimenti del genere, non si va da nessuna parte. Il nodo è cambiare la politica economica del governo. Per farlo c’è bisogno di una grande tensione dell’opinione pubblica che li costringa a cambiare atteggiamenti e azioni. La speranza è che si continui con sempre più convinzione nel Paese e che il vento che accompagna la primavera ormai alle porte, possa spazzare via la cortina fumogena diffusa a piene mani dal governo negli ultimi mesi.

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1 commenta
  1. Cosimo D'ercole says:

    Subito dopo l’annuncio, la Mercegaglia è stata convocata dal Premier e risulta che tutti i problemi legati al credito delle PMI siano stati risolti nel giro di pochi minuti…Chissà, forse Berlusconi ha steccato un assegno seduta stante. Non vorrei che la Mercegalglia avesse parlato troppo presto,magari quell’assegno è scoperto…. Scherzi a parte forse è meglio che l’attuale Governo sia modigerato nelle spese… Domenica scorsa ho visto su report come il PDL ha governato negli ultimi anni la città di Catania (e come ha gestito le casse comunali). E’ stato davvero mortificante mi creda…. Sicuramente in Lombardia e Veneto ci saranno degli esempi opposti. Se adottassero a livello nazionale la stessa ratio del sindaco Scapagnini, altro che Argentina….

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