UNA MAGGIORANZA PER TUTTE LE STAGIONI

29 Apr
29 aprile 2009

Esiste una grande capacità di questo centro destra di fare più parti in commedia. Una maggioranza che potremmo definire poliedrica. Siamo il Paese che sta facendo meno per contrastare la crisi e però i ministri tengono ugualmente la scena come se fossero i più avveduti e più operosi, soprattutto nei confronti dei ceti più deboli. Quando è esattamente il contrario.
Se poi guardiamo a quanto è accaduto in Abruzzo dal giorno dopo il terremoto, ci accorgiamo che quella de L’Aquila è stata trasformata da tragedia a passerella, un vero e proprio set per una grande operazioni d’immagine, con un cinismo e una noncuranza notevoli. Sappiamo invece da chi vive realmente questa vicenda che la situazione dei terremotati in Abruzzo è critica e difficile ed è urgente far fronte ai problemi più urgenti e immediati, altro che consiglio dei ministri nelle tende.
Un atteggiamento per così dire “promozionale” si è manifestato nella stessa vicenda del 25 aprile. E’ certamente apprezzabile, come auspicato da Napolitano, che vi sia stata una piena adesione ai valori del 25 aprile anche da parte del premier e delle varie espressioni della maggioranza da sempre molto fredde, per non dire ostili, a quella ricorrenza. Ma non basta un foulard tricolore per diventare partigiano, così come non erano sufficienti il cappello da ferroviere per trasformarsi in capostazione o da vigile del fuoco per essere pompiere. Naturalmente su quelle parole pronunciate dal premier misureremo la coerenza nei fatti e nelle scelte operate concretamente.
L’esempio del 25 aprile è forse la manifestazione più evidente di come  questa maggioranza abbia una capacità bulimica di appropriarsi delle parole e dei simboli, con il rischio è di trasformarli in marketing e in moneta di scambio vendibile su qualunque mercato.
Sono anche consapevole che tutto questo sia anche il riflesso chiaro della società “liquida”, così come descritta da Baumann, e della trasformazione dei cittadini da individui e comunità in profili di consumatori: Penso però che tutto questo proponga una sfida ancora più impegnativa alle forze riformiste e progressiste, per approfondire la ricerca culturale e utilizzare nuovi strumenti per analizzare i nuovi fenomeni proporre soluzioni credibili, concrete ed efficaci.
L’esempio è sempre quello: Tremonti non vuole toccare le pensioni perché c’è la crisi, ma è lo stesso ministro che sta avallando con le sue politiche acquiescenti una diminuzione delle entrate fiscali: questo significa un appesantimento del carico fiscale per il lavoro dipendente e per i pensionati. Come al solito dà il meglio di se nei panni del Robin Hood alla rovescia.
Siamo anche consapevoli di come non sia facile intervenire concretamente dal nostro ruolo di opposizione. Ieri ci siamo riuniti come gruppo parlamentare per avviare una riflessione su come costruire una strategia efficace di lotta all’evasione fiscale, ma ci siamo ovviamente misurati con tutte le difficoltà del passare dall’evocazione del problema alla proposta e alla soluzione    .
E’ però urgente fare qualcosa. Questo atteggiamento da format televisivo messo in atto dalla maggioranza e dal governo nasconde grandi rischi di lacerazione sociale.
C’è una parola che la destra non ha ancora fagocitato e che può ridare fiato ed energie nuove per costruirvi intorno una strategia e un’azione concreta di opposizione: sto parlando dell’idea dell’uguaglianza, intesa come uguaglianza di opportunità e di lotta alle diseguaglianze, che in questa società stanno aumentando a livello esponenziali soprattutto in questi ultimi mesi. E’ questa, probabilmente, la chiave più efficace sulla quale la sinistra può ricostruire il proprio agire e il proprio consenso, lavorando ancora di più intorno alle proposte e alle azioni da mettere in campo già dal breve periodo.

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