FACCIAMO TRAMONTARE IL RE SOLE

20 Mag
20 maggio 2009

In queste ore sembra farsi sempre più sottile la distanza tra i vari dittatori del sud-est asiatico, o di qualche repubblica centrafricana e il nostro presidente del consiglio.
Il piglio e l’arroganza che Berlusconi ha mostrato nelle recenti apparizioni pubbliche per difendere l’indifendibile conferma una volta di più la sua concezione plebiscitaria e assolutista.
Le motivazioni della sentenza Mills rese pubbliche ieri, che confermano come il corruttore dell’avvocato inglese fosse proprio Berlusconi,  sono solo un’ulteriore conferma di quanto era già ben noto: Berlusconi è insofferente al controllo pubblico, alle regole, alle leggi, tanto che quando una norma intralcia il suo cammino di statista e di uomo della provvidenza lui, semplicemente, la cambia.
Per usare una metafora calcistica, tema tanto caro al presidente del Milan, è come se una squadra, subito un gol su punizione, cambiasse seduta stante il regolamento e rendesse nulli i gol su punizione.
Detto questo è veramente avvilente constatare come un Paese attanagliato da gravi problemi economici e sociali debba occuparsi quotidianamente dei fatti e delle magagne del presidente del consiglio.
Purtroppo anni di monopolio mediatico incontrastato hanno sedato anche buona parte dell’opinione pubblica e il senso critico che, in un paese normale, spingerebbe i cittadini ad indignarsi di fronte a fatti del genere. E invece, nonostante le notizie su feste di compleanno di  minorenni, corruzione, arroganza, protervia, tutto sembra scorrere liscio e silenzioso.
Nessun segno di vita dalla cosiddetta borghesia economica e imprenditoriale, che non pare provare alcuna vergogna, imbarazzo, disagio.
Eppure di aspetti da chiarire ce ne sarebbero diversi. A cominciare dalle dieci domande che il quotidiano la Repubblica ha posto al premier nei giorni scorsi. Anche perché più si viene a sapere, della vicenda Noemi, e più ci sono aspetti meritevoli di essere chiariti: perché, per stare solo all’ultima notizia, la giovane ha numerosi immobili di proprietà nonostante il reddito modesto del padre?
Oggi poi Repubblica mette in fila una serie di passaggi oscuri che riguardando l’inarrestabile ascesa di Berlusconi da Arcore. Passaggi che il premier non ha mai chiarito e che, probabilmente, mai chiarirà.
Viene quasi da sorridere se penso che ho in programma di presentare un disegno di legge per il rilancio della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, quando siamo tutti consapevoli che chi ci governa ha costruito la sua ricchezza grazie ad un rapporto, diciamo così, disinvolto con il fisco e le sue regole. In una democrazia liberale, come dovrebbe essere l’Italia, la favola del consenso popolare in questi casi non c’entra nulla. Non è il simulacro che lava ogni cosa, tanto meno i reati e il violare le regole.
Come dice con il consueto garbo il senatore Zavoli in Italia è a rischio il pluralismo. Siamo di fronte a un sistema che vuole soltanto la compiacenza e la normalizzazione dell’informazione. Non ammette comportamenti diversi dall’ossequio. Tanto è vero che le interviste non cominciano nemmeno più con una domanda, ma sono interminabili monologhi di un uomo che, come diceva Indro Montanelli, sembra veramente credere alle bugie che racconta.
Ora aspettiamo la sceneggiata in parlamento, in cui verrà a denigrare magistratura, stampa libera e opposizione. Peccato che in tutte queste “smentite” il premier non abbia mai portato “fatti” a sua discolpa. Mentre la sentenza fa riferimento a fatti precisi, che hanno trovato conferma in una verità giudiziaria. A meno che non si voglia mettere in dubbio anche la funzione delle sentenze e il loro valore di prova su fatti concreti. Berlusconi è certamente capace anche di questo.
E’ ovvio che di fronte al continuo precipitare della situazione e della qualità democratica di questo Paese le elezioni europee assumono un valore importante: sono lo strumento più immediato per dire a chi si appella sempre al consenso popolare che i suoi comportamenti non sono graditi, ne tantomeno accettati. La scheda elettorale è l’arma pacifica e democratica in mano a chi vuole arginare la prepotenza e il delirio di onnipotenza del caimano. Con la speranza che questa stagione triste possa presto volgere al termine.

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