MENO PARLAMENTARI? LA PROPOSTA C’E’ GIA’

27 Mag
27 maggio 2009

Ieri li abbiamo messi alla prova con l’ennesima proposta concreta. E il risultato è stato quello atteso. Nessuna novità, quindi.
Si doveva infatti definire il calendario dei lavori del Senato, prima della breve pausa elettorale. E visto che, a partire dal premier, l’ultimo tormentone sembra essere la riduzione del numero di parlamentari, abbiamo suggerito di mettere all’esame dell’aula la proposta del senatore Zanda, depositata da tempo, che ha proprio l’obiettivo di ridurre senatori e onorevoli.
Un assist per la maggioranza, che avrebbe evitato anche la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare, risparmiato soldi, ma soprattutto tempo.
Chissà perché, ma la nostra richiesta è stata accolta con imbarazzo dalla maggioranza che ha pensato bene di bocciarla, pur sostenendo la ferma intenzione di realizzare riforme importanti e strutturali.
Ovviamente ci permettiamo di dubitare del riformismo parolaio del centro destra: gli esempi che confermano l’inconsistenza di certe posizioni li abbiamo avuti numerosi in questi mesi. Ieri poi l’arrampicata sugli specchi dei capigruppo di Pdl e Lega per motivare il voto contrario alla proposta Zanda ha raggiunto forme sublimi; da veri e propri equilibristi circensi.
E’ ovvio, dunque, che la volontà del centro destra di riformare il numero di parlamentari è l’ennesima proposta strumentale per nascondere magagne ben più corpose. E’ la classica cortina fumogena per diradare gli effetti mediatici della crisi, per distrarre un’opinione pubblica sempre più frastornata. Non è un caso che il sempre zelante Porta a Porta ieri sera sia stato dedicato al tema, come se fosse stato ideato e sostenuto da questa maggioranza e dal suo premier. Si sono ben guardati dal dire, però, che poche ore prima in Senato il centro destra aveva respinto la proposta Zanda che il centro destra, con i numeri di cui dispone, avrebbe potuto approvare in pochi giorni.
Ma è ovvio che non possono concedere all’opposizione questa proposta. Il premier fa ancora una volta leva sull’antipolitica e gioca su un tema che è molto popolare nell’opinione dei cittadini: il dàgli al parlamento fannullone, che impedisce o rallenta le decisioni e che limita il governo con lacci e lacciuoli.
Abbiamo visto, però, che messi alla prova per ridurre il numero di parlamentari, preferiscono rinviare, usare strumentalmente l’appello al popolo, ma poi non producono nulla.
Per quanto ci riguarda, d’ora in avanti, quando si voterà per il calendario noi porremo la questione che venga inserita la proposta Zanda, in modo da rendere evidente la demagogia del presidente del consiglio con lo scopo di distrarre l’attenzione da vicende non proprio edificanti che lo vedono protagonista.
Perché è questo il punto: il governo non sta facendo nulla per la vera emergenza del paese che è la crisi economica. L’unica attività che sta svolgendo a tempo pieno, facendo pure gli straordinari, è una grande opera di distrazione di massa, spostando di volta in volta l’attenzione su temi vari: oggi è la riduzione del numero dei parlamentari, domani chissà…
L’esempio citato è lampante: ieri PD IDV e UDC hanno votato a favore della proposta Zanda e il centro destra contro. Alla prova dei fatti hanno battuto in una disonorevole ritirato sbugiardando il capo. Questo dimostra che sono molti i capponi nella maggioranza, mentre per le pollastrelle si può chiedere direttamente al premier.

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