NOTIZIE INVISIBILI O MEDIA DISTRATTI?

14 Mag
14 maggio 2009

A volte accadono cose inaspettate e, per questo, ancora più istruttive e “simpatiche”. E’ il caso di ieri sera; una vicenda emblematica e significativa per almeno due motivi: perché sottolinea quanto sia complicato fare opposizione in questo momento e quanto l’informazione, specie se politica, sia un po’ troppo “distratta”.
Questi i fatti. Da lungo tempo era in discussione il collegato alla finanziaria; un provvedimento corposo che tiene insieme temi anche molto diversi tra loro: dall’energia, alla semplificazione delle procedure della giustizia, fino ai provvedimenti di sostegno all’economia.
Varie misure che nel corso della discussione hanno raccolto mille modifiche, emendamenti, aggiustamenti. Un provvedimento che, ad esempio consente di aprire al nucleare, dando la delega al governo per individuare i siti, ma che ridimensiona anche la class action per chi vuole fare risarcimenti collettivi (non potrà aver valore retroattivo) e smantella alcune liberalizzazioni realizzate dall’ex ministro Bersani.
Ovviamente siamo contrari a un tale disegno, con un giudizio severamente critico su tutto l’impianto che non prevede, ad esempio, alcun investimento sull’energie alternative. C’è poi anche una norma che rafforza ulteriormente il monopolio dell’Eni nel settore del gas.
Dopo il lungo iter appena descritto, ieri sera si doveva votare questa macedonia indigesta: il sempre troppo zelante presidente Schifani chiede di sforare l’orario per poter approvare il provvedimento in serata e, cosa del tutto irrituale, consente al ministro Scajola di intervenire dopo le dichiarazioni di voto per decantare le magnifiche sorti e progressive che un tale coacervo di norme avrebbe rappresentato per il Paese.
Si va così in votazione alle 20.30. Come opposizione non partecipiamo al voto, lasciando alla maggioranza l’onore di approvare il provvedimento, ma soprattutto l’onere di garantire il numero legale. Forse per la concomitante partita della Lazio, il numero legale non viene neppure lontamente sfiorato.
Figura barbina, si dice in questi casi. Come se non bastasse, alla performance della maggioranza si aggiunge la scelta del presidente del Senato di sospendere la seduta riconvocandola 20 minuti dopo. Decisione molto discutibile e infatti prontamente contestata dall’opposizione.
Ora, se errare è umano e perseverare è diabolico, allora questa maggioranza al Senato ha i connotati di Belzebù. Anche la seconda votazione, infatti, va a carte quarantotto perché manca ancora il numero legale. Di fronte all’evidenza dei fatti, tutto viene rimandato a questa mattina. Ma lo smacco per la maggioranza resta. E’ stato come se, in consiglio comunale a Modena, il Piano Regolatore non passasse perché manca il numero legale per approvarlo. Una notizia non da poco. Tutti gli attentissimi giornali ci aprirebbero. Un fatto degno del Tapiro d’oro, in questo caso per il ministro Scajola.
E invece, un fatto del genere non trova spazio in alcun telegiornale. Eppure non è accaduto nel cuore della notte, ma in prima serata. Con l’ampia facoltà per i media di dare conto di tutti i fatti, anche nei minimi dettagli, come fanno solitamente per argomenti molto più “importanti” come il caldo d’estate e le nevicate in inverno.
Al di là delle facili battute, è incredibile vivere in un paese in cui vengono nascoste queste notizie. Il caso in questione è emblematico del clima che si respira. Una manovra dell’opposizione, per una volta pienamente riuscita con conseguente smacco per la maggioranza, viene passata sotto totale silenzio. Questa è la dimostrazione evidente dell’ormai generalizzato asservimento, al di là di qualche lodevole eccezione, al culto dell’immagine della maggioranza e del governo. La cattiva notizia è che non si vedono all’orizzonte possibili svolte. Anzi, con ogni probabilità le cose sono destinate a peggiorare.
Chiudo con una scommessa. Nel post di ieri abbiamo ventilato la possibilità che il provvedimento per l’Abruzzo prepari il terreno ad un nuovo scudo fiscale. Oggi il premier smentisce queste voci. Con grande sprezzo del pericolo, sono pronto a pagare il caffè ai nostri 25 elettori che lo scudo si farà. Si accettano scommesse.

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1 commenta
  1. Cosimo D'ercole says:

    io scommetto che Berlusconi abbia ragione e lo scudo fiscale non si farà. Ritengo plausibile che invece venga preparato un provvedimento con il nome “rientro di capitali italici onestamente guadagnati all’estero dai figli della nostra Patria”

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