UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA, PERO’…

13 Mag
13 maggio 2009

In queste ore in Senato sto toccando con mano il provvedimento del Governo sulle risorse per il terremoto in Abruzzo.
E mi rendo conto di quanto sia una cartina di tornasole dello stile di questo governo, in cui le parole veicolate dall’informazione non corrispondono mai al testo letterale dei provvedimenti adottati.
Tre, in particolare, i punti sui quali le contraddizioni emergono in modo evidente. Il decreto, infatti, autorizza a spalmare il credito fiscale negli anni, ma non garantisce le risorse concrete e immediate a chi deve ricostruire e ad oggi non ha il denaro per farlo.

Continua poi la spinta a invogliare i cittadini a giocare al lotto e a tutte le varie lotterie per incrementare le risorse da destinare all’Abruzzo. Si tratta però di incentivi alla spesa che fanno breccia soprattutto sulle fasce meno abbienti, che per fare il colpo della vita, spendono ingenti risorse senza avere alcun ritorno.
C’è poi, in una piega nemmeno troppo nascosta del decreto, la possibilità concreta che nel prossimo futuro possano entrare in vigore provvedimenti molto simili allo scudo fiscale per i capitali all’estero. Dice infatti il decreto che i proventi straordinari della lotta all’evasione e all’elusione fiscale potranno essere destinati alla ricostruzione. Ma sicuramente non si fa riferimento ai provvedimenti anti-evasione in vigore, visto che i dati più recenti parlano di un dato in calo preoccupante. E’ quasi ovvio che queste risorse dovranno arrivare da misure straordinarie che, al momento, non ci sono, ma che sanno tanto di scudo o condono.
Per dare il senso dello stile di governo di questa maggioranza, voglio citarvi la proposta arrivata in commissione finanze e avanza dallo stesso presidente di Commissione e da alcuni membro: nell’ipotesi al vaglio della commissione c’è una sorta di assicurazione obbligatoria per tutti i cittadini destinata a prevenire i rischi di calamità naturale, in modo da avere la garanzia di risorse disponibili per la ricostruzione. A parte che si tratterebbe di un procedimento assicurativo cervellotico (chi assicura chi e che cosa, con quale scala di rischio e quali modalità di risarcimento), ma il fatto è che non sarebbe altro che un grande favore alle assicurazioni oltre che una nuova tassa per i cittadini, versata però ai privati e non per garantire opere pubbliche.
Si tratta di un provvedimento ancora allo studio, certo, ma la mia esperienza di quest’ultimo anno mi conferma che tutti i provvedimenti approvati hanno queste caratteristiche.

Purtroppo tutto questo non è dato sapere ai cittadini, se non a quelli particolarmente informati. Lo si vede nella manipolazione quotidiana delle notizie, secondo quanto scrive Natalia Aspesi oggi su Repubblica a proposito del caso Veronica Lario. Ma è altrettanto palese sulla questione sicurezza. Si sta facand0 passare il respingimento forzato di 150 disperati, in spregio alle più elementari norme internazionali e sui diritti umani, come pugno di ferro contro l’illegalità, peccato che nel frattempo siano migliaia i clandestini che continuano a entrare indisturbati.

E’ palese l’uso cinico e spregiudicato di questi temi, sfruttati unicamente ai fini di pura propaganda elettorale e di consenso costruito su reazioni emotive, nel totale disprezzo delle soluzioni vere e del credito internazionale.
Le vicende di questi ultimi giorni, però lasciano intravedere qualche barlume di speranza, non ultimi i recenti dati sul calo di consenso di questo governo (per la prima volta in un anno) e la contemporanea crescita delle opposizione.
Il sipario non è ancora caduto, probabilmente e il re non è ancora nudo del tutto. Qualche tendina comincia però a squarciarsi. Auguriamoci che il 6 e 7 giugno prossimi gli spiragli si allarghino ancora e ricominci a entrare un po’ di luce e di aria nuova.

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