NESSUN PLEBISCITO PER IL SULTANO DI BERLUSCONIA

08 Giu
8 giugno 2009

Sul piano politico generale (europee e dato nazionale) si può certamente dire che il plebiscito per Berlusconi non c’è stato e che, anzi, non si è visto nemmeno da lontano.
In realtà il premier subisce uno smacco, visto che lui stesso e tutti i commentatori indicavano al 40% la soglia di successo; con il 35,2% il risultato viene notevolmente ridimensionato.
L’altro elemento rilevante è che la coalizione di maggioranza si mantiene sui livelli delle elezioni politiche e dimostra di non essere maggioranza del paese: si conferma invece una rilevante percentuale di cittadini che non condivide le politiche del centro destra e della sua maggioranza.
Ovviamente è innegabile che il risultato del PD non sia brillante e faccia registrare un significativo arretramento rispetto alle politiche. Tuttavia credo che se si analizza quello che abbiamo passato, a partire dal cambio di segreteria, possiamo dire che il progetto è ancora pienamente in campo.
Ed è da questi dati che dovremo ripartire come PD. Prendere atto dalla battuta d’arresto della PDL e definire una migliore identità programmatica durante il congresso previsto in autunno. Così come sarà decisivo definire la strategia delle alleanze.
Se poi analizziamo il voto amministrativo, si deve necessariamente tenere conto della situazione attuale, che vede un vento di destra attraversare tutta l’Europa e infliggere sconfitte pesanti alla sinistra europea.  Almeno a livello locale, però, e sulla base dei dati disponibili in questo momento, il PD evidenzia una sostanziale tenuta: anche certi consensi, pur significativi, alla Lega in alcune Comuni della provincia sono probabilmente unicamente il riflesso della crisi economica e dell’atteggiamento nei confronti dell’immigrazione. Un voto di protesta contro chi non appare sufficientemente determinato a contrastare il problema. Purtroppo, le semplificazioni in questi casi fanno presa e catturano consensi facili.
A Modena, sempre che i dati vengano confermati, passiamo al primo turno in Provincia, manteniamo i principali Comuni e non si assiste ad un calo significativo. Se si fossero replicati i voti delle europee, infatti, avremmo avuto un calo in diversi comuni, in particolare a Sassuolo e Mirandola, dove invece è ancora possibile una vittoria al primo turno. Evidentemente la qualità delle proposte locali e delle liste hanno fatto la differenza. In questo quadro c’è qualche segnale negativo (Savignano), ma teniamo San Possidonio, San Felice e si consolidano i Comuni che votavano al primo turno.
Ovviamente per quello che riguarda Modena città si profila una vittoria al primo turno che avrebbe uno straordinario valore politico, visto che la coalizione non comprendere l’Idv e il trend che si sta evidenziando è migliore rispetto alle provinciali con un crescita del PD e della coalizione.
I numeri ci dicono comunque che il  PD qui ha tenuto le posizioni: segno che un buon lavoro è stato fatto. Su questa base si può rilanciare per l’importante congresso che ci attende e in vista delle elezioni regionali del prossimo anno.

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