SCUDO SPAZIALE E FURBATE TERRA TERRA

30 Giu
30 giugno 2009

Non sarà lo scudo spaziale, ma quello che Tremonti quatto quatto, zitto zitto sta preparando è certamente un grande favore a chi ha esportato illegalmente capitali all’estero. Le voci si infittiscono e c’è da scommettere che sarà proprio l’Europa e la sua raccomandazione di combattere i paradisi fiscali ad essere presa a pretesto per imbellettare l’ennesima furbata tremontiana.
In un paese in cui è acclarato come l’evasione fiscale sia una matastasi diffusa e dove la Corte dei conti parla di una ripresa della corruzione stimando in oltre 60 miliardi gli oneri impropri sulla spesa pubblica proprio per effetto di pratiche corruttive, arriva anche l’ultima trovata del ministro dell’Economia.
Gli ultimi dati stimano addirittura in 100 miliardi l’anno l’entità del gettito mancante per l’erario: una danno colossale per la collettività, ovviamente, ma cifre impressionanti che demoliscono anche l’immagine di un Paese efficiente e deciso nella lotta all’evasione.
A tutto questo contribuisce anche il governo, che manda messaggi neanche troppo criptati sul “Chi può, si arrangi”. Ovviamente si tratta di un fenomeno che, in momenti di crisi, è certamente in espansione.
Ed è in questo scenario che si inserisce la lenta, sapiente, graduale crescita dell’idea di scudo fiscale. Naturalmente ci verrà detto che è una misura voluta dall’Europa. Però non ci verrà raccontato cosa succede negli altri Paesi: paghi tutte le multe del caso, come in Francia ed eviti solo la parte penale.
Quello che si profila nella penisola è invece l’applicazione di una ridicola aliquota intorno al 7%, con la piena garanzia dell’anonimato. E’ praticamente certo che quei soldi, una volta ripuliti, potranno tornare in circolo con grande convenienza in tempi brevissimi. E’ palese che si tratti di una regalia assoluta, che rende conveniente l’esportazione illegale di capitali. Del resto alle spalle abbiamo il totale fallimento della precedente operazione (solo il 3-4% dei capitali è rientrato per poi tornare fuori in pochissimo tempo).
Ovviamente, ancora una volta, il danno e la beffa le pagano sempre i redditi da lavoro dipendente e da pensione. Ed è proprio pensando a loro e ai provvedimenti mancati dell’esecutivo che siamo curiosi di sapere su cosa verranno costruiti i prossimi documenti di programmazione economica. Quali dati saranno utilizzati per mettere a punto le misure e i provvedimenti, visto che secondo il nostro premier tutti gli istituti nazionali e internazionali considerati sino ad ora sono solo profeti di sventura?
Forse i dati non li hanno proprio considerati nemmeno con l’ultimo “decreto anti-crisi”, vera e propria presa in giro per chi si attendeva misure più incisive a sostegno del reddito dei soggetti più poveri. “Il governo – dicono Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra sul blog lavoce.info – annuncia infatti un allargamento per via amministrativa della platea della social card, ma restano comunque invariate le risorse stanziate. L’incentivo Tremonti è una detassazione, parziale e temporanea, degli investimenti comunque finanziati. Non premia le imprese che rafforzano la struttura patrimoniale o quelle che hanno difficoltà di accesso al credito. La norma sostiene solo il settore meccanico. E rischia di essere particolarmente onerosa per il bilancio pubblico”.
Se questo è il governo del fare, ne facciamo volentieri a meno.
Chiudo con una riflessione amara: quello che è successo a Viareggio è un fatto terribile e inaccettabile. Una volta messe in campo tutte le azioni di soccorso e di ripristino di una situazione di normalità, andranno accertate le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti in questa ennesima, tragica vicenda.

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