UNA LAVANDERIA POCO PULITA

29 Set
29 settembre 2009

In viaggio verso Roma ho avuto modo di approfondire ulteriormente su diversi quotidiani l’ultimo capolavoro del governo: lo scudo fiscale. Ovviamente la depressione è stata il sentimento prevalente, ma non poteva essere altrimenti. Anche i giornali più asettici nell’analisi economica, infatti,  non nascondono che in realtà si tratta di un mega condono che molto si avvicina a un’amnistia. Oltretutto col rischio di risultare poco remunerativo, se non addirittura inutile, per le già magrissime finanze pubbliche e per tutti i finti nobili proponimenti di cui il ministro Tremonti fa sfoggio da tempo. In realtà è unicamente di una foglia di fico utile a chi deve mandare in lavanderia capitali, con il concretissimo rischio di grandi vantaggi per la criminalità organizzata.
Come emerge da un’analisi del sito economico lavoce.info, si prospetta infatti la possibilità che l’immissione sul mercato di soldi freschi con quella modalità, offra la possibilità alla criminalità organizzata di acquistare aziende in crisi a prezzo di saldo, inquinando ulteriormente l’economia nazionale.
Vedremo come evolverà la questione e anche come si comporterà il presidente della Repubblica, che è dovuto intervenire per ribattere alle falsità pronunciate da Berlusconi domenica e che ora si trova di fronte a un provvedimento che aveva cercato di indirizzare verso un profilo molto meno dannoso e sfacciato.
Siamo alle solite: una situazione che acuisce i contrasti tra istituzioni e poteri dello Stato e una nuova misura che anche sul piano internazionale accentuerà la diffidenza e il discredito nei confronti del nostro Paese. Lo scudo fiscale, infatti, non ha nulla a che vedere con i provvedimenti adottati da altri Paesi, dove esiste molto più rigore e non c’è traccia di sconti così macroscopici.
L’altra cosa che intristisce è la totale assenza di opinioni contrarie. Continua l’acquiescenza e le passività nei confronti di certi comportamenti indegni, deleteri per il senso delle regole e della legalità.
Anche questa circostanza sottolinea come nel nostro Paese ci sia un’emergenza legata alla libera informazione e di quanto sia opportuna la manifestazione in programma sabato. Si può essere più o meno d’accordo sui toni usati da Anno Zero, ma quella trasmissione non ha raccontato favole, solo fatti già noti all’estero e mai passati nelle televisioni nazionali nelle quali, invece, siamo ormai ad una situazione che sfiora l’omertà, pena il rischio concretissimo di venire impallinati o sottoposti a procedure sanzionatorie.
Tornando allo scudo fiscale, si tratta di un provvedimento tanto più inaccettabile se  pensiamo a tutti coloro che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo e sono letteralmente spremuti dal fisco. Si tratta di un’ingiustizia di enormi proporzioni, che richiederebbe di essere denunciata nelle piazza con pubbliche manifestazioni.
E possibile che anche con questa porcheria, alla fine entrino comunque un po’ di soldi. La speranza, e su questo vigileremo, è che servano almeno a finanziare attività dignitose e decenti,  come i contratti e gli investimenti, possano ridurre i tagli su Comuni e Regione oltre a restituire più potere d’acquisto ai salari e alle pensioni.
Ma di tutto questo si potrà ragionare con i dati e i risultati in mano, anche se questa sessione di bilancio che va a cominciare si prefigura già come una farsa; nessuna cifra, scarsissime risorse e irrilevanti rispetto ai problemi crescenti (occupazione soprattutto). Di tutto questo ovviamente non si discute, e siamo di fronte a un documento reticente, che non affronta i problemi e non offre alcuna soluzione. Il governo aspetta i risultati dello scudo fiscale, ignorando tutte le sedi di confronto con istituzioni locali e forze sociali, alla faccia del federalismo. Da oltre un anno  stiamo attraversando la più grande crisi economica dal dopoguerra e il Parlamento non ha dedicato alcuna sessione al tema. Tremonti, tra le tante perle di saggezza che dispensa quotidianamente, dice che non c’è niente da discutere, che hanno già fatto tutto l’anno scorso e se serve ancora qualcosa lo faranno come governo. Questa è la sua e loro concezione particolare della democrazia: picconate alle assemblee parlamentari e abuso dei decreti legge. Tutte cose che poco hanno a che fare con la nostra Costituzione e con le regole lì fissate. Ma le regole, si sa, nella concezione berlusconian-tremontiana, sono fatte per essere aggirate.

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